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Home » Esteri

Israele, attivista italiano di ISM arrestato e poi rilasciato dalle forze israeliane a Hebron

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Gli attivisti sono stati rilasciati nella stessa giornata ed è stato loro imposto un ordine di restrizione di 15 giorni

Il 7 febbraio 2019 le forze israeliane hanno fermato due membri dell’International Solidarity Movement (ISM) nella città di Hebron, in Cisgiordania, mentre erano vicino alla scuola principale di Cordoba in Shuhada Street.

Uno degli attivisti è l’italiano Tommaso Memola, che ha raccontato la sua esperienza a Nena news. Gli attivisti sono stati rilasciati nella stessa giornata ed è stato loro imposto un ordine restrittivo di 15 giorni.

A confermare il rilascio dell’attivista è stata anche la Farnesina, contattata telefonicamente da TPI.

A dare la notizia è stata l’agenzia stampa palestinese Wafa, che ha specificato che i due volontari “sono stati arrestati mentre erano nei pressi della scuola elementare Cordoba, che si trova vicino alla colonia ebraica ‘Beit Hadassah’, per garantire l’uscita degli studenti”.

Nella zona fino al 31 gennaio era attiva la Missione degli osservatori internazionali Tiph (Temporary international presence in Hebron), a cui avevano anche preso parte i carabinieri italiani. L’obiettivo della missione era garantire la pacifica convivenza tra la comunità araba e quella israeliana, ma il premier israeliano Benyamin Netanyahu non ha rinnovato l’accordo a fine gennaio.

L’attivista ha detto di essere stato aggredito da una colona israeliana e di essere stato poi arrestato dalla polizia con il suo collega: entrambi sono stati portati alla stazione di polizia e interrogati.

Memola ha chiamato in aiuto il Consolato italiano, che gli ha fornito un avvocato. L’uomo ha raccontato di essere stato interrogato per più di 3 ore e di aver fornito il filmato dell’aggressione alle autorità israeliane. La polizia, dopo aver rilasciato i due attivisti, ha interdetto loro l’accesso all’area della scuola per 15 giorni, per cui non potranno più accompagnare i bambini all’istituto come fatto fino a quel momento.

La polizia, ha continuato a raccontare Memola, ha preso copia del suo Dna e delle le impronte digitali.

Secondo l’attivista la situazione nell’area è peggiorata a seguito della fine della missione Tiph, bloccata dal premier Netanyahu per cercare di guadagnare consenso in vista delle elezioni.

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