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Home » Esteri

Credono sia l’Apocalisse: testimoni di Geova fuggono nudi, rapiscono i vicini e si schiantano

Immagine di copertina

L'incidente è stato quasi 1 anno fa, ma gli inquirenti hanno capito la dinamica solo dopo la loro confessione

In Canada tre testimoni di Geova sono rimasti coinvolti in un incidente mentre guidavano nudi dopo aver rapito i vicini. Il gruppo pensava fosse arrivata l‘Apocalisse e temeva di essere in pericolo.

Ci sono voluti 10 mesi, ma alla fine si è risolto l’enigma davanti al quale si erano ritrovati gli agenti della polizia canadese nel novembre 2017, chiamati per un normale incidente tra una macchina e un camion.

Giunti sul posto avevano trovato cinque persone nell’automobile, quattro completamente nude nonostante ci fossero -10°C, che non avevano alcuna intenzione di uscire né di farsi aiutare.

Erano tutti testimoni di Geova, convinti fosse in atto l’Apocalisse e terrorizzati da tutto. Per riuscire a sbloccare la situazione, la polizia era arrivata a usare lo spray al peperoncino e il taser.

Lunedì 24 settembre la tv nazionale canadese ha diffuso il contenuto di un documento del tribunale che chiarisce la vicenda, che all’epoca dell’incidente la polizia stessa aveva definito “bizzarra”.

Nel documento, due donne e un uomo ammettono di aver rapito tre persone, e una delle donne viene dichiarata colpevole anche di guida pericolosa.

Secondo la ricostruzione, alcuni giorni prima una delle due donne aveva deciso di far visita a suo nipote e sua moglie, portando con sé le sue due figlie adolescenti.

Dopo tre giorni di quasi assoluto digiuno, il gruppo si è convinto che stessero attraversando il periodo di Grande Tribolazione, un momento di grande sofferenza che alcuni cristiani evangelici credono preannunci l’Apocalisse.

Temendo di essere in pericolo di vita hanno abbandonato velocemente la casa. Nessuno della famiglia, eccetto la madre, era vestito al momento della fuga, ma non c’era tempo per aspettare.

Salito a bordo del Suv, guidato dalla madre, il gruppo si è fermato per “salvare” i vicini di casa. Un uomo è stato fatto salire di forza nel bagagliaio, nei sedili di dietro sono state messe la figlia con il bambino.

La famiglia ha cominciato a intonare il nome “Geova” ripetutamente, mentre la madre non si fermava ai semafori rossi. Quando la macchina ha rallentato per far attraversare un camion, i vicini sono scappati verso il furgone, provando ad arrampicarsi.

A quel punto la madre ha speronato il camion ed entrambi i veicoli sono finiti fuori strada, in mezzo alla neve.

All’arrivo degli agenti, la famiglia si è rifiutata di uscire dall’abitacolo, perché terrorizzati da tutto ciò che li circondava. Una delle ragazze temeva che gli agenti fossero “mostri che li avrebbero uccisi”.

La polizia inizialmente pensava che il gruppo avesse assunto sostanze stupefacenti o alcol. Il padre, che non era presente durante l’incidente, aveva indicato come una delle possibili cause il consumo di un tè allucinogeno, ma il documento della corte non ne fa riferimento.

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