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Angela Merkel contro Twitter: “Censura di Trump problematica, non deve essere un manager a decidere”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 11 Gen. 2021 alle 19:52 Aggiornato il 11 Gen. 2021 alle 20:39
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Merkel contro Twitter: “Censura di Trump problematica”

“È possibile interferire con la libertà di espressione, ma secondo i limiti definiti dal legislatore, e non per decisione di un management aziendale. Questo è il motivo per cui la Cancelliera ritiene problematico che gli account del presidente americano sui social network siano stati chiusi in maniera definitiva”: sono le parole con cui Angela Merkel, attraverso il suo portavoce Steffen Seibert, ha commentato la decisione di Twitter di sospendere in via definitiva l’account personale di Donald Trump dopo i fatti di Capitol Hill del 6 gennaio 2021, quando centinaia di manifestanti hanno assalito il Congresso provocando cinque morti e decine feriti.

Per i manager dell’azienda “dopo un’accurata revisione dei recenti Tweet del profilo di Donald Trump e del contesto attorno ad essi”, è stato necessario chiudere l’account per evitare il rischio di un “ulteriore incitamento alla violenza”: l’invasione del Campidoglio durante la certificazione della vittoria di Joe Biden in Congresso è stata in buona parte alimentata dalla comunicazione al vetriolo di Trump, che nel discorso pronunciato prima dell’assalto ha esplicitamente consigliato ai protestanti riuniti per la manifestazione da lui indetta a marciare sul Congresso dopo giorni di Tweet che andavano in questo senso.

Ma secondo la cancelliera tedesca la decisione del social di Mark Zuckenberg sarebbe arbitraria dal momento in cui in democrazia sono le istituzioni, i governi e le leggi a dover eventualmente decidere sulla libertà di espressione. E le violazioni di Trump rientrano nella sfera pubblica. Una posizione condivisa anche dal ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, il quale ha dichiarato che “non deve essere un management aziendale a decidere”. Tra chi ha criticato la censura del profilo di Trump decisa lo scorso 9 gennaio anche l’oppositore russo Aleksej Navalny.

“Penso che aver messo al bando Donald Trump su Twitter sia un inaccettabile atto di censura”, ha scritto su Twitter l’avvocato che guida l’opposizione al presidente Vladimir Putin con il partito Russia del Futuro. “Naturalmente durante il periodo in cui è stato in carica, Trump ha scritto e detto cose molto irresponsabili. E ha pagato con la non rielezione per un secondo mandato. L’elezione è un processo semplice e competitivo. Puoi partecipare, puoi far ricorso contro i risultati, e state monitorate da milioni di persone. Ma il bando su Twitter è una decisione di persone che non conosciamo ed è fatto sulla base di una procedura che non conosciamo”, ha scritto Navalny.

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