Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:24
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Economia

Marchionne con la Fiat ha fatto miracoli: l’Italia, per salvarsi, ha bisogno di altri manager come lui

Immagine di copertina
Sergio Marchionne

Un anno fa si spense a Zurigo Sergio Marchionne, nato a Chieti, in Abruzzo, nel 1952. Di formazione umanistica, si laureò in filosofia all’Università di Toronto e si specializzò prima in Giurisprudenza alla Osgood Hall Law School di York (Ontario, Canada) e conseguì poi un MBA (Master of Business Administration) all’Università di Windsor (Ontario, Canada). Arrivò nel 2004 a Torino, trovando una FIAT distrutta nelle finanze e nella reputazione, tanto che negli Stati Uniti si diceva che FIAT era l’acronimo di “Fix It Again Tony”, aggiustala di nuovo, Tony.

L’azienda nell’estate del 2004 perdeva 5 milioni di euro al giorno e non aveva più un prodotto. Solo l’anno prima commercializzava ancora la Panda e la Seicento, automobili all’epoca già superate. Ciononostante, i dirigenti ad agosto stavano in ferie tutto il mese, con lauti stipendi e senza ritorno di risultati. Tanto che, quando Sergio Marchionne chiese il motivo del “deserto” negli uffici ad agosto (“Ma dove sono tutti?”), il collaboratore rispose: “Sono in ferie”. Marchionne ingiunse con una battuta: “Ma in ferie da cosa?”.

Per farsi un’idea di come funzionasse il tutto, Marchionne entrò in un auto salone a nord di Torino fingendosi un cliente interessato ad acquistare una FIAT. Non lo riconobbe nessuno e solo dopo molto tempo gli diedero retta, lui si presentò al direttore dell’autosalone e disse: “Sono il nuovo amministratore delegato della FIAT e lei è licenziato”.

Si liberò dei dirigenti incapaci, iniziò a misurare il rendimento del management e dopo un anno riportò la FIAT in utile. Capì che la vecchia “Fabbrica Italiana Automobili Torino” doveva diventare una multinazionale poiché tutti, da Renault a Daimler, da Volkswagen a PSA a General Motors, andavano in quella direzione. Il primo gennaio del 2014 venne fondata la FCA, o Fiat Chrysler Automobiles”, con ragione sociale olandese (N.V., namenlose venotschaap”) e quotazione in borsa a Wall Street e Piazza Affari.

Oggi FCA fattura 110 miliardi di euro e ha un utile netto di 3,63 miliardi. L’uomo che prese un’azienda decotta e in soli dieci anni la portò ad essere una multinazionale ha molto da insegnare al sistema Italia e ad un altro caso nazionale: Alitalia.

Oggi il Governo gialloverde intende effettuare l’ennesimo salvataggio di quello che è diventato niente più di un carrozzone statale. Alitalia è in perdita dal 1976. Alla fine degli anni Novanta quando rischiò il fallimento, i manager tagliarono le tratte intercontinentali, sbagliando quindi la lettura del mercato che vedeva l’ingresso dei treni ad alta velocità sulle tratte nazionali di breve-medio raggio e, di lì a poco, dei vettori low cost.

Ancora oggi l’ex compagnia di bandiera mantiene una tratta tanto breve, quanto costosa e, con la chiusura temporanea di Linate inutile, Milano-Ginevra, due città distanti in linea d’aria appena 250 chilometri e ben collegate da autostrade e treni ad alta velocità, salvo però lasciare a Delta o Air France le tratte intercontinentali.

Visto il quadro, Alitalia avrebbe bisogno di un Sergio Marchionne. Un amministratore delegato che misuri le performance dei dirigenti e che sappia leggere il mercato con precisione. E ne avrebbe bisogno anche il sistema Italia, i cui funzionari sono abituati ad avere tanti onori ma mancano della cultura dell’onere e dell’impegno, che è uno dei valori che il figlio di un maresciallo dei Carabinieri abruzzese emigrato in Canada ci ha insegnato e che ognuno di noi dovrebbe portare con sé.

Ti potrebbe interessare
Economia / Confindustria, sindacati, partiti: ecco chi rema contro il salario minimo legale
Economia / Nuove criptovalute da comprare nel 2022
Economia / Il profitto in fondo al tunnel: l’ultima battaglia di Musk è contro il traffico
Ti potrebbe interessare
Economia / Confindustria, sindacati, partiti: ecco chi rema contro il salario minimo legale
Economia / Nuove criptovalute da comprare nel 2022
Economia / Il profitto in fondo al tunnel: l’ultima battaglia di Musk è contro il traffico
Economia / Soros scrive a Draghi: “Tasse sul gas russo per punire Putin”
Economia / Ita, il manager Alfredo Altavilla: “Stipendio troppo basso, lede la mia storia”
Economia / Altro che più libertà: le criptovalute favoriscono la concentrazione del potere nelle mani di pochi (di A. Stille)
Economia / Bonus 200 euro, chi dovrà fare richiesta e chi lo riceverà in automatico
Lavoro / Le grandi dimissioni travolgono anche il ricco Nord-Est italiano
Economia / Il paradosso delle sanzioni: dall’invasione l’Italia ha quadruplicato le importazioni di petrolio russo
Economia / Bonus condizionatori: ecco chi può averlo e come si ottiene