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Home » Economia

Tria: “3-4 miliardi di risparmi da reddito di cittadinanza e Quota 100”. Serviranno per la Flat tax?

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Reddito di cittadinanza Quota 100 risparmi: 3-4 miliardi per la Flat tax?

Reddito di cittadinanza quota 100 risparmi | La platea dei beneficiari dei due provvedimenti bandiera del governo Lega-M5s non è poi così ampia come ci si immaginava, tanto che i risparmi derivanti dal non speso si aggireranno intorno ai 3-4 miliardi di euro. A confermare queste cifre, di cui si parla già da qualche settimana, il ministro dell’Economia Giovanni Tria in un’intervista al Financial Times.

Il vertice di via XX Settembre ha peraltro alzato le stime di quanto rimarrà nelle casse dello Stato per il 2020 dopo che il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, aveva invece parlato di 1 miliardo di risparmi dal reddito di cittadinanza e di 2 miliardi da Quota 100.

L’esecutivo Conte, però, non vuole parlare di flop per quanto riguarda le due misure introdotte con il famoso “decretone”, sostenendo che sia stata la Ragioneria di Stato ad aver imposto delle coperture molto consistenti; l’obiettivo, d’altronde, era quello di assicurare la sostenibilità di reddito di cittadinanza e Quota 100 e scongiurare il pericolo di un ricorso a nuovi fondi statali successivo alla partenza dei due provvedimenti.

Come noto i fondi stanziati ammontano a 9,4 miliardi per il 2019, che diventano 14,9 nel 2020: tale cifra sarebbe sufficiente a soddisfare le richieste di tutti i beneficiari, peccato però che – come confermato anche dall’Istat – non tutta la platea di poveri assoluti è stata raggiunta dal noto sussidio economico pentastellato. Nel senso che non tutti i potenziali richiedenti hanno presentato la propria istanza e, a quanto sembra, se non lo hanno già fatto non lo faranno in futuro.

Se finora sono state presentate un milione e 250mila domande per ottenere il reddito o la pensione di cittadinanza, di cui 674mila sono state accolte, il tasso di rigetti è pari al 26 per cento e l’obiettivo a cui tendeva l’esecutivo, cioè di raggiungere nel primo anno 1,3 milioni di persone in difficoltà economica, è ben lontano. Anche per quanto riguarda la nuova riforma previdenziale che mira al superamento della Legge Fornero garantendo l’uscita da lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi, Quota 100, secondo gli ultimi dati sono 142 mila le richieste finora presentate su una stima di 290 mila beneficiari.

Ma qual è la motivazione di questa bassa adesione alle due iniziative della maggioranza gialloverde? Come abbiamo già raccontato in questi mesi per quanto riguarda il reddito di cittadinanza c’è il timore di eccessivi controlli sul reddito a fronte dei diversi obblighi derivanti dal fatto di percepire il sussidio, mentre invece molti “pensionandi” non vogliono ricevere un assegno più basso accedendo al nuovo meccanismo di anticipo previdenziale.

Reddito di cittadinanza quota 100 risparmi | Il non speso verrà utilizzato per la Flat tax?

Questi risparmi, comunque, in questo momento potrebbero rappresentare una vera e propria ancora di salvezza dalla procedura d’infrazione per debito eccessivo minacciata dall’Ue nei confronti dell’Italia. Non solo: il non speso, infatti, sarà utile a finanziare altre misure, come la Flat tax, tanto voluta dalla Lega di Matteo Salvini. Questo trasferimento di risorse, però, deve superare due scogli: uno economico, rappresentato dal fatto che le risorse potrebbero comunque servire in caso di una nuova impennata delle domande per reddito di cittadinanza e Quota 100, e uno politico, perché il M5s di Luigi Di Maio non è detto che accetti di utilizzare i soldi già stanziati per una sua misura per finanziare l’ultima bandiera del Carroccio.

Il ministro Giovanni Tria, comunque, ha riferito al FT di “sostenere la Flat tax per ridurre la pressione fiscale sulla classe media e sui redditi medi”, ma anche che questa verrà introdotta in modo progressivo, “conforme agli obiettivi in termini di finanze pubbliche” e, soprattutto, in modo tale da evitare quell’aumento dell’Iva che il quotidiano economico del Regno Unito ha definito come “politicamente sgradevole”.

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