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Quota 100: quanto conviene anticipare la pensione?

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 19 Feb. 2019 alle 07:00 Aggiornato il 12 Mar. 2019 alle 11:57
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QUOTA 100 COME FUNZIONA – Quota 100 è la riforma del sistema pensionistico contenuta nel decreto approvato il 17 gennaio dal Consiglio dei ministri. A seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento licenziato dall’esecutivo Lega-M5s l’Inps ha dato comunicazione delle modalità per l’invio delle domande al fine di accedere al pensionamento anticipato.

A partire dal 29 gennaio 2019, quindi, l’istituto di previdenza ha iniziato a ricevere le domande per Quota 100 e per le altre opzioni come la pensione anticipata, l’ape social e opzione donna.

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Quota 100 ultimissime come funziona | Conviene andare in pensione con Quota 100?

Progetica, società di consulenza indipendente in educazione e pianificazione finanziaria e previdenziale, ha realizzato per la sezione economica del Corriere delle schede con delle simulazioni per le nuove forme di pensionamento anticipato. Attraverso di esse è possibile farsi un’idea circa la convenienza o meno di lasciare il lavoro in anticipo.

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Attraverso il grafico è quindi possibile valutare la convenienza dell’anticipare l’uscita da lavoro. Andando in pensione con Quota 100 il lavoratore ha la possibilità di lasciare il lavoro fino a 5 anni e 4 mesi prima, a condizione però di subire un taglio sull’assegno che può arrivare fino al 30 per cento.

Quota 100 ultimissime come funziona | Le finestre di uscita

Con Quota 100 è previsto un intervallo di tempo dal momento in cui vengono maturati i requisiti a quello in cui viene liquidato l’assegno: tali cosiddette finestre di uscita sono di 3 mesi per quanto riguarda i lavoratori del settore privato e di 6 mesi per quelli del pubblico.

Se si sceglie di aderire alla riforma che intende superare la legge Fornero, inoltre, non è possibile cumulare la pensione con altri redditi da lavoro; è consentita unicamente la prestazione occasionale il limite è fissato a 5 mila euro lordi annui.

In questa seconda tabella è possibile valutare le tempistiche di uscita da lavoro, e quindi l’effettivo anticipo, sempre in paragone con la pensione anticipata e quella di vecchiaia.

Quota 100 ultimissime come funziona | Di quanto diminuisce l’assegno?

Naturalmente, come illustrato nella tabella seguente da Progetica e come già anticipato, andare prima in pensione prima comporta il fatto di versare meno contributi ma di avere una speranza di vita maggiore. Per fare la miglior scelta, quindi, è necessario valutare la diminuzione dell’importo sull’assegno e gli eventuali benefici personali tratti da un’uscita anticipata dal servizio.

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Naturalmente con Quota 100 l’assegno avrà un importo inferiore rispetto allo stipendio, il quale rimarrà tale fin quando il beneficiario non raggiungerà i requisiti per la pensione di vecchiaia.

Quota 100 ultimissime come funziona | Quanto si perde complessivamente?

Il grafico sottostante illustra i requisiti e le principali caratteristiche delle opzioni per il pensionamento. Se si sceglie Quota 100 è molto importante conoscere la differenza, a livello di ricchezza previdenziale complessiva, con la (normale) pensione di vecchiaia.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Prendendo il caso – come riporta il Corriere – di un lavoratore dipendente con uno stipendio di 2 mila euro netti al mese che matura i requisiti per Quota 100 il prossimo anno, quindi nel 2020, la differenza tra anticipare o meno sarebbe di quasi 185 mila euro.

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Quota 100 ultimissime come funziona | Il caso delle donne

Andando Quota 100, in un certo senso, a penalizzare le donne perché queste hanno in genere carriere contributive più corte dei 38 anni previsti dalla nuova misura, è stata prevista un’opzione ad esse dedicata.

Opzione Donna permette alle lavoratrici nate entro il 1959 (se autonome) e il 1960 (se dipendenti) di anticipare la pensione e uscire da lavoro con 35 anni di contributi. A quel punto, però, la loro pensione viene calcolata con il sistema contributivo. Anche qui, naturalmente, c’è una penalizzazione sull’assegno e sulla ricchezza previdenziale complessiva.