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Quota 100 compie un mese: le richieste per la pensione anticipata sono già 77 mila

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 1 Mar. 2019 alle 11:39
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Numeri in crescita settimana dopo settimana per Quota 100, la riforma delle pensioni che permette ai lavoratori di lasciare il servizio con 62 anni di età e 38 di contributi pagati.

È passato circa un mese dal giorno in cui sono partite le domande per il pensionamento anticipato e il numero di richieste ha già toccato “quota” 77mila; se tale cifra continua ad aumentare mantenendo questo ritmo c’è il rischio che nell’arco di 4 mesi venga raggiunto il numero che ci si attendeva per tutto il 2019, e cioè 290mila persone.

Ma da dove giunge il maggior numero di domande per Quota 100? Nonostante soprattutto all’inizio si prevedeva che le maggiori adesioni al nuovo meccanismo previdenziale sarebbero giunte dal Nord in quanto regione più ricca di lavoratori che potevano vantare lunghe e continuative carriere contributive, il trend che si è delineato sembra invece ribaltare la situazione in favore del Sud Italia.

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La differenza, in effetti, anche se non enorme è comunque consistente: 32mila domande provenienti dal meridione contro le 28mila del settentrione.

L’altra previsione era poi relativa alla tipologia di lavoratore che più avrebbe beneficiato della nuova misura tanto voluta dalla Lega con l’obiettivo di superare la legge Fornero: i settori più interessati non sono solo quelli dei lavoratori precoci del settentrione ma, anzi, la maggior quantità di richieste giunge dal pubblico impiego.

Sono infatti circa 29 mila – sempre a quanto riportano i dati Inps – i dipendenti pubblici che hanno inviato la domanda per accedere a Quota 100: chiaramente si tratta di un dato che mette in allerta sulle ripercussioni in quanto all’operatività dei vari uffici della Pubblica amministrazione.

Giuliano Cazzola, esperto di previdenza ed ex sindacalista e parlamentare, qualche giorno fa spiegava a Repubblica che è ancora troppo presto per fare completo affidamento a questi numeri: “le domande presentate finora non sono rappresentative del totale, probabilmente una gran parte verrà rigettata per mancanza di requisiti”, sostiene infatti Cazzola.

Le domande da parte del settore privato, per altro, potrebbero giungere con tempistiche differenti – dovute alle diverse modalità organizzative del settore – e bilanciare questa tendenza che vede un attuale squilibrio tra dipendenti pubblici e privati.

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La “classifica” delle città, comunque, al momento viene confermata rispetto alla settimana precedente: Roma rimane infatti in testa con 5.560 domande, a cui fanno seguito Napoli (3.4557) e Milano (2.998).

A livello regionale, invece, il maggior numero delle richieste arriva dalla Lombardia (8.800), che però rimane poco distante dalla Sicilia (oltre 8mila) e dal Lazio.

I primi assegni per Quota 100 arriveranno, come previsto, il 1° aprile. Da quel momento in poi sarà fondamentale valutare la sostenibilità delle risorse per questa misura che comunque si affianca al reddito di cittadinanza nel decretone che giungerà nell’Aula di Montecitorio il prossimo 18 marzo per la seconda lettura e l’approvazione definitiva.

Sarà forse necessario rimodulare i 3.7 miliardi di fondi destinati a Quota 100 prendendo in considerazione anche il nuovo beneficio economico di contrasto alla povertà?