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Pensioni news e Quota 100: ultime notizie di oggi venerdì 13 settembre

Tutti gli aggiornamenti in materia di previdenza sociale

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 13 Set. 2019 alle 16:27 Aggiornato il 13 Set. 2019 alle 16:29
Immagine di copertina
Il presidente dell'INPS, Pasquale Tridico, presenta la Relazione Annuale dell'Istituo a Montecitorio, Roma, 10 luglio 2019. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Pensioni news e Quota 100: le ultime notizie di oggi

TPI raccoglie in questo articolo tutte le news e le ultime novità in tema di pensioni di oggi, venerdì 13 settembre. Di seguito le notizie in tempo reale e le informazioni utili per essere sempre aggiornati sul sistema previdenziale Inps e su Quota 100, Opzione donna, Ape social e gli altri programmi di pensionamento anticipato.

Pensioni news: Quota 100 può cambiare

Il Governo Conte Bis starebbe valutando di apportare alcune modifiche al meccanismo di Quota 100. Il programma di pensionamento anticipato, infatti, starebbe producendo effetti parzialmente diversi da quelli che erano stati preventivati. Alla luce di questo, M5S e Pd starebbero studiando alcune novità, tra cui l’eventualità di rimodulare i requisiti di accesso alla pensione (qui l’articolo completo).

Quota 100 news, Gualtieri: “La misura rimane”

Il neo ministro dell’economia Roberto Gualtieri svela i piani del governo Pd-M5s su Quota 100 e dice “Non sarà cancellata”. L’intervento sulle pensioni ‘Quota 100’ “andava fatto in modo diverso ma è sbagliato modificare costantemente le regole del gioco in materia previdenziale”, ha detto nell’intervista a Repubblica secondo cui “Quota 100 ha durata triennale e l’orientamento è lasciare che vada a esaurimento” (qui l’articolo completo).

Stop a Quota 100? Rischiano i nati nel 1958 e 1959

Il programma di pensionamento anticipato che consente di andare in pensione a chi ha almeno 62 anni d’età e 38 di contributi divide le due forze che reggono la maggioranza parlamentare. Il M5S è favorevole, il Pd è contrario (anche se alcune indiscrezioni già circolano: leggi qui).

Le divergenze generano ansia, in particolare, tra i contribuenti nati nel 1958 e nel 1959. Queste persone, infatti, in base a Quota 100 potrebbero andare in pensione tra il 2020 e il 2021, quando cioè avranno compiuto 62 anni d’età (a condizione che abbiano anche almeno 38 anni di contributi versati).

Nel caso in cui Quota 100 fosse cancellata dal governo, però, i classe ’58 e ’59 vedrebbero annullata questa opportunità, dovendo rimandare l’ora della pensione. A questo punto per loro si aprirebbero due strade: o la pensione di vecchiaia a 67 anni oppure la pensione di anzianità, che scatta a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni  e 10 mesi per le donne.

Pensioni news: la polemica sui costi di Quota 100

Quota 100 fa discutere per il suo impatto sui conti della previdenza sociale. Nella giornata di ieri ha tenuto banco una polemica sorta in seguito a un rapporto della Ragioneria generale di Stato secondo cui il programma di pensionamento anticipato costerà 63 miliardi di euro entro il 2036.

Pasquale Tridico, presidente dell’Inp, ha commentato con toni piccati: “Sinceramente sono abbastanza sorpreso di questi 63 miliardi, probabilmente s’intende qualcos’altro”, ha dichiarato il numero uno dell’Istituto di previdenza sociale. Tridico ha poi ricordato che nel 2019 ha aderito a Quota 100 circa la metà della platea che era stata preventivata, con conseguente riduzione dei costi che erano stati previsti. “Se continua il tasso di espansione attuale, cioè al 50 per cento, se ne spende la metà”, ha sottolineato il presidente dell’Inps.

Il presunto costo di 63 miliardi di Quota è stato poi ufficialmente smentito dal Ministero dell’Economia con una nota diffusa in serata. Il dato dei 63 miliardi “non trova alcun riscontro”, ha chiarito il Tesoro. I costi complessivi di Quota 100, secondo il Mef, saranno invece “sensibilmente inferiori” a 20 miliardi di euro. L’equivoco, secondo Via XX Settembre, sarebbe sorto a causa di “un’elaborazione giornalistica non corretta dal punto di vista logico”.

Quota 100, il Mef: “Costerà al massimo 20 miliardi”

Pensioni news: i piani del nuovo governo su Quota 100

Il M5S spinge per mantenere il programma di pensionamento anticipato in vigore, ma deve fare i conti con i nuovi alleati del Pd, che ritengono la misura pericolosa per la tenuta dei conti pubblici. La soluzione di compromesso prevede che Quota 100 venga mantenuta fino alla scadenza del triennio per cui fu attivata a fine 2018.

In pratica, il programma di pensionamento anticipato resterebbe in vigore ancora per due anni, cioè fino alla fine del 2021. A partire dal 2022, la misura sarebbe sostituita da una forma di anticipo pensionistico sociale (Ape social) opportunamente rafforzato rispetto all’attuale normativa.

Per ora il governo non ha smentito questa ipotesi. Diversi esponenti del M5S hanno assicurato che Quota 100 non si tocca, mentre la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, anche lei pentastellata, si è limitata a dire che la misura “rimane”.

Col nuovo governo stop a Quota 100? Parla la ministra Catalfo

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