Me

Pensioni, arriva il via libera al maxi scivolo con cinque anni di anticipo

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 19 Giu. 2019 alle 11:52
Immagine di copertina

Maxi scivolo pensione 2019 | 5 anni di anticipo | Decreto crescita

MAXI SCIVOLO PENSIONE 2019 5 ANNI – In Italia ormai da settimane si parla della possibilità, prevista dal decreto Crescita, per alcuni lavoratori con determinati requisiti di andare in pensione con un maxi scivolo. Quindi, in anticipo.

Dapprima si era parlato di uno scivolo di 7 anni, con la possibilità per i lavoratori di ricevere “un’indennità commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Poi lo scivolo era stato ridimensionato a 5 anni.

Adesso, sembra che nuovi passi avanti siano stati fatti in sede di Commissione Bilancio e Finanze alla Camera dei deputati.

Nella notte tra martedì 18 e mercoledì 19 giugno 2019, infatti, è stato presentato un nuovo emendamento al decreto crescita, che arriva il 19 giugno alla Camera per la conversione in legge.

Maxi scivolo pensione 2019 | A chi spetta

Il nuovo testo, emendato con oltre 60 articoli, prevede tra le altre cose la possibilità di andare in pensione con 5 anni di scivolo per tutti coloro che hanno maturato il diritto alla pensione di vecchiaia e il requisito minimo contributivo.

Secondo quanto recita la norma approvata nella notte, quindi, possono andare in pensione in anticipo i lavoratori “che si trovino a non più di 60 mesi dal conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia, che abbiano maturato il requisito minimo contributivo”.

Lo scivolo di 5 anni, inoltre, riguarda esclusivamente le imprese con un organico superiore a mille unità.

Pensioni, a luglio arriva la quattordicesima, ma non per tutti: a chi spetta, importo e data di pagamento

Maxi scivolo pensione 2019 | Quando parte

Secondo il testo emendato dalle commissioni e che, ricordiamo, va ancora approvato in via definitiva dal Parlamento, il maxi scivolo partirà in via sperimentale per gli anni 2019 e 2020. 

Come già precisato, possono essere interessate dalla misura tutte quelle aziende che intendono avviare “una strutturale modifica dei processi aziendali finalizzati al progresso e allo sviluppo tecnologico delle attività”.

Con il maxi scivolo, dunque, la speranza è che nelle suddette aziende si liberino posti di lavoro per assumere nuove professionalità, magari tra i più giovani.

Pensioni, è allarme: “I giovani rischiano di vivere una vecchiaia in povertà”