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Il ministro Gualtieri: “Dopo la manovra partitrà la spending review”. Poi torna ad attaccare Salvini

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Il titolare del dicastero di via XX settembre fissa gli obiettivi economici da raggiungere nel prossimo futuro

Il ministro Gualtieri annuncia la spending review e attacca di nuovo Salvini

Dopo la Nota di aggiornamento al Def, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri annuncia in un’intervista, durante la quale attacca nuovamente Salvini, una riforma fiscale e la spending review.

Nell’intervista che Gualtieri (qui il suo profilo) ha concesso al Corriere della Sera, il titolare del dicastero di via XX settembre risponde immediatamente alle critiche di coloro che hanno giudicato la Nota di aggiornamento poco ambiziosa. “Tenuto conto dell’eredità difficile che abbiamo trovato, disattivare 23 miliardi di clausole Iva, avviare la riduzione delle tasse sul lavoro e rilanciare gli investimenti salvaguardando scuola, sanità e welfare non mi sembra un compito poco ambizioso” ha affermato l’esponente del Pd.

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“D’altronde la sfida di questa manovra era così ardua che Salvini ha aperto la crisi perché sapeva di non essere in grado di affrontarla” ha poi aggiunto Gualtieri, che torna, dunque, ad attaccare il leader della Lega dopo aver affermato qualche giorno prima: “Abbiamo il conto del Papeete che ci è stato lasciato da pagare. Dobbiamo farlo in modo equilibrato, puntando alla crescita”.

E proprio su queste dichiarazioni Gualtieri specifica che: “Quando parlo del conto del Papeete, mi riferisco anche al danno che ci ha procurato parlare dei mini-Bot”.

Sul deficit previsto al 2,2 per cento, Gualtieri dichiara che: “Ci assicura l’utilizzo pieno della flessibilità e consente di dare un’intonazione espansiva alla manovra, garantendo al tempo stesso una riduzione del debito”.

Sulle coperture che dovranno essere reperite per la manovra, il ministro dell’Economia ammette che: “Le risorse per finanziare la completa sterilizzazione delle clausole e le misure previste dalla manovra, al netto della flessibilità e altri fattori, sono in effetti circa 14 miliardi. Nella Nota sono indicati gli ambiti di intervento che stiamo ora definendo più nel dettaglio. Sono fiducioso che con il contributo di tutti si arriverà a una soluzione equilibrata e condivisa”.

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Gualtieri non si è sbilanciato sulle misure previste per recuperare i soldi mancanti, ma ha assicurato che “ci sarà un impegno straordinario sul versante del recupero di gettito dell’evasione fiscale” quantificabile, a quanto pare, in 7 miliardi.

“Stiamo definendo un piano organico di incentivi all’uso degli strumenti digitali di pagamento, che consideriamo fondamentale per la modernizzazione del Paese oltre che per il contrasto all’evasione. A questo si accompagneranno diversi interventi specifici su vari fronti – frodi, evasione, elusione, antiriciclaggio – per ciascuno dei quali ci sarannno stime precise di gettito”.

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Il ministro Gualtieri, poi, traccia gli obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro.

“Questo governo ha un orizzonte triennale. Dopo la manovra, intendo avviare un lavoro approfondito su vari temi: riforma fiscale e spending review, sulla quale intendo istituire una commissione. L’obiettivo è che ad aprile il Def e il Programma nazionale di riforme impostino gli interventi per il prossimo triennio. Come si fa in molti Paesi, dovremmo superare l’abitudine di fare sempre tutto all’ultimo”.

E sulle clausole Iva aggiunge: “La prassi diffusa in Italia è di toglierle all’ultimo per l’anno che sta per iniziare e spostarle a quello dopo. Noi le eliminiamo per quest’anno, le dimezziamo per il prossimo e l’obiettivo è di eliminarle completamente”.

Caro Gualtieri, non togliere le detrazioni Iva sulla casa: quello che si risparmia se lo mangia il nero (di L. Telese)

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