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Nota di aggiornamento al Def (NaDef), i punti principali e il testo integrale

Il documento ha avuto il via libera del Consiglio dei ministri

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 30 Set. 2019 alle 21:37 Aggiornato il 30 Set. 2019 alle 21:46
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Immagine di copertina
Il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in conferenza stampa a Palazzo Chigi

Nadef, i punti principali della bozza approvata dal governo

Il Consiglio dei ministri ha approvato la nota di aggiornamento al Def. Trovati i 23 miliardi, l’Iva sarà completamente sterilizzatae. Nella bozza deficit al 2,2 per cento. Ipotesi 2,7 miliardi per il taglio cuneo. Tra le misure della manovra, la riduzione “delle spese fiscali e dei sussidi dannosi per l’ambiente e nuove imposte ambientali, che nel complesso aumenterebbero il gettito di circa lo 0,1 per cento del Pil”, cioè circa 1,7-1,8 miliardi.

Bonus per l’utilizzo delle carte di credito: l’entità dipenderà dalle risorse, ma l’obiettivo è restituire fino a 475 euro a chi, nell’anno precedente abbia speso fino a 2.500, con carta o bancomat, per comprare nei settori più a rischio evasione.

Ma ecco i punti principali della bozza:

  • Stop aumento Iva. “La manovra di finanza pubblica per il 2020 comprende la completa disattivazione dell’aumento dell’Iva”.
  • Le previsioni del Pil. “Negli ultimi 12 mesi le previsioni di crescita del Pil hanno subito continue revisioni al ribasso, portandosi allo 0,1 per cento nel 2019 e allo 0,6 per cento nel 2020, a fronte rispettivamente dell’1,5 per cento e dell’1,6 per cento stimati nella Nadef 2018”.
  • Il rapporto deficit/Pil. Il rapporto tra deficit e Pil è del 2,2 per cento sia nel 2019 che nel 2020. Il deficit è poi stimato in calo all’1,8 per cento nel 2021 e all’1,4 per cento nel 2022.
  • Il debito. “Per quanto riguarda la proiezione del rapporto debito/pil, partendo dal livello previsto per fine 2019 (135,7 per cento) e ipotizzando proventi da dismissioni e altri introiti in conto capitale destinati al fondo di ammortamento del debito pubblico per 0,2 punti percentuali di Pil all’anno, il rapporto scenderebbe al 135,1 per cento nel 2020 e quindi al 133,6 per cento nel 2021 e al 131,4 per cento nel 2022”.
  • Taglio al cuneo fiscale. “L’impegno aggiuntivo necessario alla riduzione del cuneo fiscale nel 2020 è valutato in 0,15 punti percentuali di PIL, che saliranno a 0,3 punti nel 2021”. Si tratta di circa 2,7 miliardi nel 2020 e di circa 5,4 miliardi nel 2021.
  • Le risorse. “Le risorse per il finanziamento degli interventi previsti dalla manovra per il 2020 sono pari a quasi 0,8 per cento del Pil (circa 14,4 miliardi)” così suddivisi: 7,2 miliardi (0,4 per cento del Pil) dalla lotta all’evasione, compresa la “diffusione di strumenti di pagamento tracciabili”, 1,8 miliardi dalla spending review (0,1 per cento del Pil), 1,7 miliardi (circa lo 0,1 per cento del Pil). Il resto verrà da tagli ai sussidi e da altre misure fiscali.
  • Nuove tasse ambientali. Tra le voci che porteranno risorse per la prossima manovra ci saranno anche la riduzione “delle spese fiscali e dei sussidi dannosi per l’ambiente e nuove imposte ambientali, che nel complesso aumenterebbero il gettito di circa lo 0,1 per cento del Pil”, cioè circa 1,7-1,8 miliardi. Oltre “0,1 punti di Pil” arriveranno da “altre misure fiscali, fra cui la proroga dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione di terreni e partecipazioni.
  • Privatizzazioni. Tra le voci che porteranno risorse per la prossima manovra ci saranno anche la riduzione “delle spese fiscali e dei sussidi dannosi per l’ambiente e nuove imposte ambientali, che nel complesso aumenterebbero il gettito di circa lo 0,1 per cento del Pil”, cioè circa 1,7-1,8 miliardi. Oltre “0,1 punti di Pil” arriveranno da “altre misure fiscali, fra cui la proroga dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione di terreni e partecipazioni.

QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DEF

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