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Home » Economia

L’Istat: “Nel 2018 debito pubblico italiano al 132,1%, in aumento di un punto rispetto all’anno scorso”

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Il debito pubblico dell’Italia nel 2018 si è attestato al 132,1%, in aumento rispetto al 131,1% del 2017. Lo rileva l’Istat nel suo report sul Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, spiegando però che le ultime stime non sono comunque definitive.

Le stime dell’Istat arrivano pochi giorni dopo l’analisi dell’Ocse che ha di fatto confermato le stime negative diffuse a marzo, sottolineando come le condizioni di vita in Italia siano le stesse di inizio millennio.

Nel dettaglio, secondo le stime dell’Istat il quarto trimestre del 2018 si è chiuso con un rapporto deficit/Pil al 2% (nello stesso trimestre del 2017 era stato dell’1,9%). Nello stesso intervallo di tempo, inoltre, si è registrato anche un aumento dello 0,2% della pressione fiscale, pari al 48,8%.

Rispetto al trimestre precedente, inoltre, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,2% in termini nominali e dello 0,5% in termini reali. Al contrario, nel quarto trimestre 2018 la spesa per consumi finali delle famiglie è aumentata dello 0,5%, causando una flessione di 0,6 punti della propensione al risparmio delle famiglie, scesa al 7,6%.

In tutto il 2018, invece, la pressione fiscale si è attestata al 42,1% del Pil, in riduzione di 0,1 punti rispetto ai 42,2% del 2017.

Come già spiegato, non si tratta della versione finale del report dell’Istat, che  sarà trasmesso alle autorità europee il prossimo 8 aprile e diffuso dall’Istat il giorno successivo.

Non si è fatta attendere la reazione dell’Unione nazionale dei consumatori: “Il Paese arretra – ha affermato il presidente Massimiliano Dona – e fino a quando il reddito delle famiglie peggiora non andremo da nessuna parte. I consumi, infatti, possono anche temporaneamente aumentare, sacrificando per un po’ i risparmi, ma questo scambio non può durare a lungo. Inoltre non è certo così che i consumi potranno decollare come servirebbe per rilanciare la crescita”.

“Urge una politica dei redditi – ha concluso Dona -e il Governo, più che ridurre la pressione fiscale a singole categorie di lavoratori o immaginare addirittura la Flat tax, farebbe meglio ad aiutare quel 40% di italiani che fatica ad arrivare alla fine del mese”.

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