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Il paradosso delle sanzioni: dall’invasione l’Italia ha quadruplicato le importazioni di petrolio russo

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Il paradosso delle sanzioni: dall’invasione l’Italia ha quadruplicato le importazioni di petrolio russo

L’Italia sta importando dalla Russia circa 450.000 barili al giorno di greggio, più del quadruplo rispetto ai livelli dello scorso febbraio. Lo riporta il Financial Times, citando i dati di Kpler. Secondo il quotidiano britannico, il forte aumento delle importazioni di petrolio russo, a dispetto della dura risposta internazionale all’invasione dell’Ucraina, è dovuto all’effetto incrociato delle sanzioni decise dall’Unione Europea.

Ben due terzi delle importazioni di greggio sono infatti destinate alla raffineria Isab di Augusta, controllata dalla russa Lukoil, che a causa delle sanzioni europee non è più in grado di acquistare greggio prodotto in altri paesi. Questo ha costretto la raffineria siciliana, in cui viene lavorato il 22 percento di tutto il greggio in Italia, a importare la materia prima unicamente dalla Russia. Prima dell’introduzione delle sanzioni, che hanno impedito alla russa Lukoil di finanziare l’acquisto di greggio da altri fornitori, la percentuale di petrolio russo che transitava all’Isab era solo del 30 percento.

Secondo il Financial Times, anche il porto di Trieste ha visto un forte aumento delle esportazioni di petrolio dalla Russia. La città giuliana è collegata tramite un oleodotto ad altre due raffinerie (in questo caso in Germania) controllate in parte da una compagnia energetica russa, Rosneft. A questi ritmi, secondo il Ft, l’Italia presto supererà i Paesi Bassi come principale importatore di greggio via mare a livello europeo.

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