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Giornata Mondiale dei Diritti dei Consumatori, l’intervista di Luca Telese al Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori su StradeNuove.net

Di Redazione TPI
Pubblicato il 18 Mar. 2021 alle 12:38 Aggiornato il 18 Mar. 2021 alle 12:39
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Immagine di copertina
Massimiliano Dona, Unione Nazionale Consumatori. Credits: ANSA/ VINCENZO TERSIGNI

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dei Consumatori in tempi di Covid su StradeNuove.net, il magazine online di Primavera di Impresa nato come spazio di dibattito per il rilancio delle aziende italiane, Luca Telese ha intervistato l’avvocato Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, la prima associazione consumerista in Italia. Di seguito un estratto dell’intervista.

Avvocato Dona, stiamo celebrando la giornata mondiale dei consumatori. Si tratta solo di una ricorrenza simbolica?
“Tutt’altro. Come le spiegherò a breve mai come oggi è una ricorrenza importante”.

Molti pensano che con la pandemia i diritti dei consumatori siano diventati un lusso che non ci possiamo permettere…
“È esattamente il contrario. La pandemia ha cancellato dei diritti, ha aumentato il numero di truffatori che ci minacciano, ci ha resi più indifesi e più vulnerabili”

Come lo spiega?
“Purtroppo è una conseguenza inevitabile: siamo chiusi nelle case, siamo spaventati, abbiamo bisogno di più sostegno. E quando questo accade qualcuno prova ad approfittarsene”

Massimo Dona, cinquant’anni, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, in queste ore è appassionato e anche arrabbiato. La sua associazione è sommersa di segnalazioni, denunce, reclami. Il dossier truffe-Pandemiche si è gonfiato così tanto che merita un racconto. Una guida per essere meno indifesi nel momento più difficile.

Avvocato Dona, lei dice che con il virus si è aperta una nuova letteratura. Cosa intende?
“Sono nate nuove casistiche giuridiche. Le faccio l’esempio del contratto cancellato dall’emergenza: pensate alle vacanze, alle palestre, al tema delle madri che lavorano e che non hanno più i nidi per i loro figli. Stabilire di chi è la responsabilità e chi paga, in tempi come questi, non è un problema da poco”

Partiamo proprio da qui: esisteva già, tuttavia, una fattispecie giuridica 0:4 per questi casi…
“Ovviamente si. Quella della cosiddetta “Impossibilità sopravvenuta”. Se una obbligazione non può essere fornita però causa forza maggiore il codice civile prevede che tu non ti puoi fare pagare”

Però si sono dovute aggiornare le categorie?
“Perché prima questo caso noi lo studiavamo solo sulla carta”
Ovvero?
“Quando ero studente di Giurisprudenza circolava un caso di scuola: quello del concerto di capodanno”
Lo racconti!
“Un cantante deve andare a fare una serata a Capri. I traghetti sono sospesi, non può traversare il mare…”

E cosa accadeva in questo caso di scuola?
“Il diritto dice che non puoi essere pagato per la performance che non hai sostenuto. Anche se non è colpa tua, anche se non avevi la possibilità di traversare il mare. Ecco cos’è l’impossibilità sopravvenuta”

La Pandemia, invece, ci ha regalato centinaia di nuovo esempi…
“Esatto. Ed ecco il più recente, ma che ormai è già diventato un classico: avevamo tanti consumatori che dicevano: “Io non me la sento di chiedere il rimborso alla palestra, costretta a chiudere per causa forza maggiore”.

Comprensibile…
“Poi però hanno iniziato ad arrivarci tante segnalazioni. Alcune grandi catene continuavano a prelevare il canone dell’abbonamento anche se gli abbonanti non potevano frequentare…”

Ed è stata una tipologia che si è ripetuta?
“Certo. È accaduto anche per i corsi di musica e di danza dei ragazzi, per il golf, per i poligoni…. come consideri l’associato? Come uno che usufruisce di un servizio o come un abbonato?”

Siete scesi in campo…
“Ovviamente si. Siamo riusciti ad ottenere una ottima soluzione”.
Quale?
“In tutti questi casi il rimborso al consumatore è obbligato. Ma può essere sostituito con un voucher che ha un anno e mezzo di durata”.

E alla fine di questo periodo?
“Se uno lo esige può essere previsto anche un rimborso in denaro. Così sono più tutelati tutti. Ma questo esempio spiega come la Pandemia abbia ribaltato un luogo comune giuridico”.
Bene, è vero che le truffe solo in aumento?
“Le truffe online si sono decuplicate rispetto al passato”.

Possibile?
“Purtroppo si”.
Ma come mai? Sembra un aumento spropositato…
“Non dimentichi i tre effetti che il lock-down ha prodotto…”

Quali?
“C’è la paura, l’ingrediente primario. C’è il tempo, il fattore scatenante. Ed esistono i nuovi bisogni indotti dall’emergenza”.
Cosa intende?
“Che molte di queste nuove truffe sono a tema sanitario. Esistono solo perché c’è il Covid-19”.

Mi fa degli esempi?
“Potremmo fare notte. I Braccialetti anti-covid, gli spray anti-covid, i ciondoli anti-covid…. la fantasia dei delinquenti si è scatenata…”
Con prodotti tarocchi?
“Ovvio. Poi c’è tutta una sfida di pubblicità ingannevole a tema”

Del tipo?
“Hanno venduto e reclamizzato dei normali integratori come degli integratori anti-Covid-19…”
E poi?
“Poi ci sono truffe che non sono collegate direttamente alla Pandemia, ma che seguono le nuove tendenze della Pandemia”

Ad esempio?
“Vuoi guadagnare tremila euro al mese senza fare nulla con Amazon. Quanti di noi si sono imbattuti mentre navigavano su internet in questo amo per gonzi?”

Su cosa fa leva?
“Sul fatto che la gente sta a casa, senza lavoro, senza nulla da fare…”
Come funziona questa trappola?
“Sono finte piattaforme di trading online, molto sofisticate”

In che senso?
“Usano la tecnica della classica truffa. E seguono un vero e proprio “training seduttivo” con il malcapitato.”
Cioè?
“Ti aprono un conto di moneta virtuale. Ti fanno investire. Ti fanno guadagnare. Il primo mese, magari, hai messo cinquemila euro e arrivi fino a 15mila euro…”

E non puoi incassare ed uscire?
“Ehhhhh ovviamente no. È un conto chiuso, non convertibile. Ma il meccanismo è costruito così bene, che la gente non vuole mai uscire. Inizia a vincere, prende fiducia in sé, è inebriata dalla sensazione è dalla facilità dei guadagni…”

E poi?
“Poi ti massacrano”.
È un conto virtuale che resta nella disponibilità dei truffatori. E quando loro pensano di aver raggiunto il massimo del guadagno si dissolve nel nulla, per l’utente inconsapevole, insieme a tutta l’architettura del sistema.

Ma quanto riescono a rubarti?
“Molto: sono scaltri, esperti, sofisticati. Una signora ha denunciato di aver messo sulla piattaforma un milione di euro che si sono volatilizzati…”

Questo sarà il caso limite, ma pare incredibile anche che la gente possa rischiare molto meno…
“No, il punto è questo. C’è la fragilità psicologica di chi è a casa, solo, privato della rete di sicurezza che la nostra vita normale ci offre”

Leggi l’intervista completa su StradeNuove.net a questo link.

Leggi anche: 1. Primavera di Impresa lancia l’iniziativa per la “Rinascita” delle aziende italiane: racconta la tua impresa in un video di 2 minuti; // 2. Primavera d’impresa: l’intervista a Cristina Nati

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