Commissione banche, M5s candida Lannutti alla presidenza: ma il figlio lavora alla Popolare di Bari

Elio Lannutti, già travolto in passato dalle polemiche per un post antisemita, proposto dal M5s come presidente della commissione d'inchiesta sulle banche. Il figlio lavora alla Banca Popolare di Bari, salvata dallo Stato in questi giorni. Pd e Italia Viva incalzano: "Si faccia da parte e scegliamo un nome insieme". Lui insiste: "Nessun conflitto di interessi, non mi ritiro"

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 17 Dic. 2019 alle 16:45
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Commissione banche, Lannutti candidato presidente: ma è polemica sul figlio

È bufera su Elio Lannutti, dopo che i vertici pentastellati hanno fatto il suo nome come candidato alla presidenza della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche: sul senatore del M5s – che già in passato si era reso protagonista di un post antisemita sui Protocolli dei Savi di Sion – incombe ora anche lo spettro di un pesante conflitto di interessi.

Il figlio Alessio, infatti, lavora nell’Ufficio Enti della sede romana della Banca Popolare di Bari, istituto in seria crisi che in questi giorni è stato protagonista di un salvataggio da parte dello Stato. Non proprio il massimo per uno che, come Lannutti, sarebbe chiamato a presiedere proprio la commissione d’inchiesta sulle banche. Ma il senatore del M5s, nonostante i numerosi appelli giunti soprattutto da parte degli alleati di governo del Pd, insiste: “Non mi ritiro dalla corsa alla presidenza”.

“Alla commissione banche io non mi volevo neppure candidare”, ha aggiunto nel pomeriggio Lannutti, giunto nel frattempo a Roma per partecipare a un incontro con Beppe Grillo, Davide Casaleggio e Antonio Di Pietro, con il quale condivide un passato a L’Italia dei Valori e a cui ha affidato la “tutela dell’onore” in questa vicenda – ma me lo hanno chiesto. Io facevo il tifo per Gianluigi Paragone ma poi hanno scelto me. Dunque io sono il candidato del M5s e confermo che non farò nessun passo indietro”.

E sul possibile conflitto di interesse sul figlio, Lannutti in un’intervista a Radio Capital attacca: “Dov’è il conflitto di interesse? Andate a vedere il conflitto di interesse di coloro che hanno fatto i crack e non di uno che lavora onestamente. Questa si chiama macchina del fango: Alessio è il più giovane giornalista professionista, è stato giornalista parlamentare, si è laureato con 110 e lode, è stato licenziato, gli ho sconsigliato di continuare a fare il giornalista e ha trovato lavoro come impiegato”.

Su Lannutti è scontro aperto tra M5s e Pd

Il tema del candidato presidente alla commissione d’inchiesta sulle banche rischia così di diventare un nuovo tema di scontro all’interno della maggioranza Movimento Cinque Stelle-Partito democratico. Perché se il Pd ha cercato nel corso di tutta la giornata di consigliare a Lannutti di ritirarsi dalla corsa, è anche vero che i vertici del M5s non hanno fatto alcuna mossa in questo senso. “Penso che Elio Lannutti – ha dichiarato anzi il pentastellato Daniele Pesco, presidente della commissione Bilancio al Senato – sia la persona con gli skills maggiormente adeguati per quel ruolo quindi noi insisteremo con il suo nome”.

Il Pd, dal canto suo, continua a criticare Lannutti e a chiedergli un passo di lato. “Luigi Di Maio, devi dichiarare nero su bianco – ha scritto su Twitter il deputato dem Emanuele Fiano – che uno così il presidente della commissione banche non lo può fare. Sicuramente non avrà i nostri voti. Uno degli estimatori dei Protocolli Savi anziani di Sion, un testo antisemita falso diffuso dalla polizia segreta zarista all’inizio del ‘900, nella Germania del Terzo Reich fu proprio Hitler che li citò nel Mein Kampf. Tralascio gli altri estimatori da Hamas all’estrema destra. Poi è arrivato il senatore Elio Lannutti del M5s che di quel testo falso e immondo ha ripubblicato su Twitter le teorie che stavano nel secolo scorso anche alla base del progetto che portò alla Shoah”.

Anche Italia Viva ha fatto sapere di non essere affatto d’accordo alla candidatura di Elio Lannutti alla commissione banche. Nel frattempo la seduta della commissione, prevista inizialmente per giovedì 19 dicembre alle ore 9, è slittata.

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