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Feltri scrive all’Ordine Nazionale dei Giornalisti: “Contro di me solo odio gratuito”

Di Marta Facchini
Pubblicato il 25 Giu. 2019 alle 13:44 Aggiornato il 27 Ago. 2019 alle 20:54
Immagine di copertina

vittorio feltri lettera odg – “Non ho dato del terrone a Camilleri ma, ripeto, a Montalbano che appunto è una figura letteraria e non l’autore che l’ha animata”. È la difesa di Vittorio Feltri, il direttore editoriale di Libero, in una lettera inviata a Carlo Verna, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti. La nota firma del quotidiano ha chiesto al presidente di difenderlo dalle accuse di Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi, che si erano autosospesi dall’albo a seguito di una frase di Feltri sullo scrittore Andrea Camilleri, ricoverato in ospedale in condizioni critiche, e su Montalbano, che era stato definito un “terrone rompicoglioni”.

“Proprio come dare della zoccola a Cappuccetto Rosso”, ha affermato Feltri perché il commento, anche se forte, non era rivolto allo scrittore, per cui il giornalista ha ribadito la sua stima, ma al personaggio nato dalla penna dell’autore siciliano. Inoltre, ha aggiunto il giornalista, la parola terrone non è stata usata in senso offensivo ma nella sua accezione scherzosa.

Una polemica priva di basi, secondo il direttore editoriale, come sarebbero prive di sostanza le critiche che lo vogliono responsabile dei titoli di Libero. “Io sono direttore editoriale di Libero e non responsabile. Quindi non rispondo dei contenuti del giornale che non abbia scritto io. Quei titoli non sono definizioni mie, ma sintesi espressive – opera dell’ingegno altrui – non attribuibili a me e di cui non posso appropriarmi”, ha dichiarato Feltri, aggiungendo di non essere coinvolto in prima persona nella realizzazione delle note prime pagine che avevano titolato “Bastardi islamici” e “Patata bollente”.

“Affibbiarmele costituisce una menzogna che l’ Ordine dovrebbe sanzionare. È ciò che mi aspetto tu promuova per difendermi, visto che sono iscritto da oltre 50 anni all’Albo, da una campagna denigratoria che non fonda sulla verità, ma sull’odio gratuito”, ha concluso il direttore editoriale, chiedendo un intervento dell’Odg.

Paolo Borrometi, giornalista di Articolo 21, e Sandro Ruotolo hanno deciso di autosospendersi dall’Ordine perché hanno ritienuto che la loro posizione non può essere compatibile con quella di Feltri.

“Le parole di Vittorio Feltri su Andrea Camilleri e le sue opere hanno rappresentato per noi la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ne va della credibilità di ognuno di noi e della nostra categoria. Adesso basta. O noi o lui. Quel ‘terrone che ci ha rotto i coglioni’ per noi figli del Sud è inaccettabile. Non è in gioco la libertà di pensiero. Sono in gioco i valori della nostra Costituzione. Ogni suo scritto trasuda di razzismo, omofobia, xenofobia”, hanno sostenuto in lettera inviata a Verna.

Su Change.org è stata lanciata anche una raccolta firme per chiedere la radiazione di Feltri dall’albo, appello che ha ottenuto più di 850mila adesioni. Tra i firmatari anche Susanna Camusso, ex segretaria della Cgil, e Salvatore Borsellino, fratello del pm ucciso da Cosa Nostra nel 1992, e il vignettista Vauro Senesi.

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