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Borrometi e Ruotolo si autosospendono dall’Ordine dei Giornalisti dopo l’articolo di Feltri su Camilleri e Montalbano

Di Donato De Sena
Pubblicato il 20 Giu. 2019 alle 11:19 Aggiornato il 20 Giu. 2019 alle 11:28
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Immagine di copertina

Borrometi | Ruotolo | Feltri | Lettera all’Ordine dei Giornalisti | Camilleri | Montalbano

BORROMETI RUOTOLO FELTRI MONTALBANOPaolo Borrometi e Sandro Ruotolo hanno deciso di autosospendersi dall’Ordine dei Giornalisti dopo le frasi di Vittorio Feltri sullo scrittore Andrea Camilleri, tre giorni fa ricoverato in ospedale in condizioni gravi, e il personaggio protagonista delle sue opere Salvo Montalbano. Ieri il direttore editoriale di Libero in un articolo pubblicato in prima pagina dal titolo ‘Andrea Camilleri marxista impenitente’ ha spiegato: “Se muore non vedremo più qual terrone rompicoglioni di Montalbano”.

Feltri Camilleri | “Se muore non vedremo il terrone rompicoglioni Montalbano”

“L’unica consolazione per la sua eventuale dipartita – sono state le parole Feltri – è che finalmente non vedremo più in televisione Montalbano, un terrone che ci ha rotto i coglioni almeno quanto suo fratello Zingaretti, segretario del Partito democratico, il peggiore del mondo”.

Borrometi Ruotolo contro Feltri | La lettera all’Ordine dei Giornalisti: “È in gioco la credibilità della categoria”

I due giornalisti antimafia Borrometi e Ruotolo, entrambi sotto scorta – hanno scritto una lettera al presidente dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna, spiegando: “Caro Presidente, abbiamo deciso di autosospenderci dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti perché ci consideriamo incompatibili con l’iscrizione all’albo professionale di Vittorio Feltri”. E ancora: “Proprio noi, che più di altri, ci battiamo per la difesa dell’articolo 21 della Costituzione, riteniamo gli scritti e il pensiero del direttore Feltri veri e propri crimini contro la dignità del giornalista”.

“Le parole di Vittorio Feltri su Andrea Camilleri e le sue opere – hanno continuato Borrometi e Ruotolo – hanno rappresentato per noi la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ne va della credibilità di ognuno di noi e della nostra categoria. Adesso basta. O noi o lui. Quel ‘terrone che ci ha rotto i coglioni’ per noi figli del Sud è inaccettabile. Non è in gioco la libertà di pensiero. Sono in gioco i valori della nostra Costituzione. Ogni suo scritto trasuda di razzismo, omofobia, xenofobia”.

Borrometi Ruotolo | “Da Feltri avvelenamento chirurgico”

“Dopo la miseria portano le malattie” (rivolto ovviamente ai migranti), l’ormai tristemente celebre “Bastardi islamici” – hanno ricordato i giornalisti – o, uscendo dal seminato delle migrazioni, robaccia come ‘Più patate, meno mimose’ in occasione dell’8 marzo (e le diverse varianti dedicate anche a Virginia Raggi, con il ‘patata bollente’) o ‘Renzi e Boschi non scopano’. Poi gli insulti a noi del sud con il celebre ‘Comandano i terroni’ e infine il penultimo, di qualche mese fa, ‘Vieni avanti Gretina’ (dedicato alla visita a Roma di Greta Thunberg)”.

Borrometi e Ruotolo infine sottolineano: “L’idea che Vittorio Feltri offre è che si possa, impunemente, permettersi questo avvelenamento chirurgico. E non è un problema solo suo. Almeno, non lo è più. A lui non frega niente: il limite, la deontologia, la misura, il buon senso, diremmo perfino la dignità sembrano saltate da tempo. Noi siamo convinti che resti intatta la bellissima frase che recita ‘Non condivido le tue idee ma darei la vita per permetterti di esprimerle’. Continuiamo a batterci contro la censura e gli editti, ma non possiamo accettare tra noi chi istiga all’odio. Ne va della nostra credibilità”.

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