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“L’attacco è a Salvini”: Altaforte risponde all’esclusione dal Salone del Libro

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 9 Mag. 2019 alle 13:58 Aggiornato il 9 Mag. 2019 alle 13:58
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Immagine di copertina
Francesco Polacchi; Matteo Salvini sulla copertina del libro-intervista "Io sono Matteo Salvini"

Salone del Libro 2019 news Polacchi – “La pietra dello scandalo è il libro su Salvini, c’è un attacco al ministro dell’Interno che io comunque non voglio tirare per il bavero”. Francesco Polacchi, il fondatore della casa editrice Altaforte, commenta così l’esclusione del suo stand dal Salone del Libro di Torino, avvenuta alla vigilia dell’apertura dell’appuntamento letterario di Torino.

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La casa editrice vicina a CasaPound è stata estromessa dalla kermesse culturale torinese in seguito alle polemiche che hanno accompagnato i giorni precedenti la manifestazione. Molti gli autori che avevano deciso di non partecipare al Salone del Libro 2019 proprio per la presenza dello stand della casa editrice di Polacchi. [Qui l’articolo sulle polemiche al Salone]

“Ci è stato revocato lo stand regolarmente acquistato, è inaccettabile e adiremo a vie legali, vogliamo andare davanti a un tribunale. Le mie dichiarazioni sono solo una scusa utilizzata per estrometterci, ritengo di essere stato denunciato per un reato di opinione, sono disponibile a incontrare i magistrati in Procura per chiarire la mia posizione”, ha aggiunto ancora il fondatore di Altaforte.

Appena saputo dell’esclusione dalla manifestazione, Polacchi ha scritto un post su Facebook facendo sapere che sarebbe comunque andato a Torino al Salone del Libro. “Alle 10 sarò al Salone del Libro di Torino per ribadire che la logica di Altaforte non si piega al pensiero unico”.

“Se avete a cuore la libertà d’espressione vi aspetto. I libri non devono conoscere censura”, ha aggiunto ancora il fondatore di Altaforte.

Alla vigilia dell’inizio del Salone del Libro, Francesco Polacchi è stato iscritto al Registro degli indagati dalla Procura di Torino. L’ipotesi di reato è apologia del fascismo. Nei giorni scorsi, il fondatore di Altaforte aveva affermato: “Sono un militante di Casapound, anzi il Coordinatore regionale della Lombardia. Io sono fascista sì, e lo sono nell’unico senso possibile”. [Qui tutto l’articolo]

Apologia del fascismo: quali sono le leggi che la considerano come reato

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