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La virologa Gismondo al convegno dell’ultradestra tedesca: “I dati sul Covid in Italia sono falsi”

Spuntano le singolari dichiarazioni dell'esperta italiana a un evento di Alternative fuer Deutschland al Bundestag: "Mascherine pericolose"

Di Donato De Sena
Pubblicato il 13 Dic. 2020 alle 16:37 Aggiornato il 13 Dic. 2020 alle 16:54
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La virologa Gismondo al convegno dell’ultradestra tedesca: “Dati sul Covid falsi”

I dati del governo italiano sul Covid che vengono resi noti quotidianamente “sono falsi” e in Italia “solo dieci” pazienti sono morti “di” coronavirus, mentre gli altri hanno perso la vita “con” la malattia: è quanto affermava a inizio estate scorsa la virologa Maria Rita Gismondo a margine di un convegno al Bundestag dell’ultradestra tedesca, l’Afd, Alternative fuer Deutschland.

A portare alla luce le singolari dichiarazioni dell’esperta, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, è oggi Repubblica, con la pubblicazione di video di un’intervista rilasciata a Billy Six, un giornalista noto a chi si occupa di bufalari e cospirazionisti tedeschi. Era precisamente il 4 luglio quando la virologa partecipava all’evento del partito di estrema destra, in quelle settimane impegnato in una battaglia contro le restrizioni anti-Covid e in linea con le posizioni dei negazionisti del virus. Mancava poco al decisivo Consiglio europeo che avrebbe ratificato il Recovery Fund per salvare soprattutto l’Italia e la Spagna, i Paesi più martoriati dal coronavirus. La destra parlamentare tedesca era nettamente contraria agli aiuti verso Roma.

“Solo 10 pazienti morti per Covid”

Le parole della Gismondo, presentata come “la più importante virologa italiana”, non deludono le attese di chi la ascolta. Quando le viene chiesto quale sia la situazione reale in Italia, lei risponde: “C’erano tanti dati e dati falsi, perché ogni giorno il governo e il ministero della Salute hanno pubblicato il numero dei pazienti positivi e quello dei morti, ma non siamo sicuri di questi dati, del controllo di questi dati. La confusione principale riguarda le persone morte per Covid e quelle decedute con Covid. Solo alla fine di questo periodo che il ministro della Salute potrà chiarire la situazione e solo 10 pazienti o poco più sono morti per Covid, altri pazienti sono morti infettati con il Covid ma avevano altre patologie molto gravi, quindi penso si possa definire il Covid un’infezione opportunistica non l’infezione primaria”.

Sui camion di Bergamo con i cadaveri, poi: “Non posso dire nulla perché ero nel mio laboratorio e ho visto le immagini in tv. La mia idea è che non dovrebbe essere una buona idea trasmettere queste immagini perché hanno avuto un impatto negativo sulle persone. Le persone sono andate nel panico e in confusione. Penso che la tv e il governo debbano tacere e dare alla gente la sicurezza di fare un buon lavoro per la loro salute e di stare tranquilli e di avere soluzioni per loro”.

Gismondo viene chiamata a rispondere anche sulla modifica della definizione di pandemia del 2019 da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità: “Non conosco la giustificazione di questo cambiamento. Dobbiamo capire che ci sono molte definizioni diverse che permettono ai Paesi di dichiarare lo stato di emergenza con pochi casi nel Paese. In Italia abbiamo avuto lo stato di emergenza con solo quattro pazienti con Covid. Penso che sia davvero troppo”.

La virologa nell’intervento alla conferenza solleva perfino dubbi sull’efficacia delle mascherine, le definisce “non necessarie” e addirittura “pericolose per la salute”. E nell’intervista, Gismondo sostiene poi che il virus fosse già in Italia “forse a metà del 2019”, che un passaggio dal pipistrello all’uomo sia improbabile, e che “non sia da escludere un incidente da laboratorio”.

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