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“La variante inglese del Covid circolava in Europa da tempo”: l’ipotesi sull’origine

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 21 Dic. 2020 alle 13:14
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“Variante inglese” che provoca il Covid, lo studio dell’Ecdc

Uno studio dell’Ecdc, il Centro europeo per la sorveglianza delle malattie infettive, ha analizzato la possibile evoluzione della variante del Covid-19 “che presenta multiple mutazioni osservate nel Regno Unito”, la cosiddetta “variante inglese”.

Secondo le autorità sanitarie britanniche, la malattia prodotta da una variante più contagiosa del virus sarebbe stata scoperta nel sud-Est dell’Inghilterra, dove la curva dei contagi è salita vertiginosamente a partire da metà ottobre, fino ad arrivare al picco della settimana scorsa, che ha spinto il governo di Londra a imporre il lockdown nelle città più colpite.

La variante del Covid-19 circolava in Europa da tempo

Non è scontato che la variante abbia avuto origine nel Regno Unito. Semplicemente, evidenziano gli scienziati dell’Edcd, i ricercatori britannici sono stati molto veloci a scoprirla, grazie a uno dei migliori sistemi di sequenziamento d’Europa. Una delle ipotesi avanzate nel documento è che la variante si sia ampiamente diffusa in tutta Europa ben prima di ottobre, ma Londra sia stata più veloce nello scovarla grazie all’azione investigativa del consorzio di laboratori del National Health System, che contribuisce in modo molto significativo a depositare le sequenze del Sars-CoV-2 nel maggiore database mondiale, il Gisaid.

Le altre ipotesi sulla circolazione della variante inglese del Covid

Un’altra ipotesi è che la variante del Sars-Cov2 si sia sviluppata in un paziente immunodepresso che, contagiato, ha avuto per lungo tempo l’infezione prima di guarire, favorendo l’accumulo di tante piccole mutazioni. L’ipotesi meno plausibile è che il virus sia passato dall’uomo all’animale e poi sia tornato all’uomo dopo essere cambiato, come avvenuto in Danimarca con il virus passato dai visoni all’uomo.

Variante del virus che provoca il Covid: cosa sappiamo finora

La scoperta di una nuova variante del virus che provoca il Covid-19, avvenuta nel Regno Unito, ha portato ieri alla decisione da parte del ministro della Salute Roberto Speranza di interrompere i voli dal Paese verso l’Italia fino al 6 gennaio e di sottoporre al tampone chi è rientrato nel nostro Paese da Inghilterra e Irlanda del Nord negli ultimi 14 giorni. Nelle ore successive, anche in Italia è emerso un primo caso legato a questa variante: si tratta di una donna asintomatica rientrata dal Regno Unito, che risulta avere un’elevata carica virale.

Quella scoperta in Gran Bretagna non è la prima mutazione del Coronavirus individuata nel mondo, ma ha destato particolare allarme perché sembra legata a una maggiore capacità di diffusione del patogeno. Gli studi in proposito sono a livello iniziale e contengono quindi informazioni ancora incerte, che andranno approfondite nei prossimi mesi. Qui alcune domande e risposte sulla variante inglese del Covid-19

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