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Usa, in vendita la prima Barbie con la sindrome di Down: “Contrastiamo lo stigma sociale attraverso il gioco”

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Dopo aver scardinato le convenzioni di genere, con versione in cui svolge lavori tradizionalmente considerati “maschili”, e aver attaccato i canoni di bellezza, Barbie ora affronta il tema dell’abilismo: la Mattel ha lanciato sul mercato la prima bambola del celebre marchio con la sindrome di Down. Il colosso statunitense dei giocattoli cerca di rendere l’iconico modellino il più inclusivo possibile, dopo la Barbie “curvy”, quella molto alta, quella bassina, la Barbie non udente, quella sulla sedia a rotelle e quella con una protesi alla gamba.

L’evoluzione al passo coi tempi della bambola originale, nata nel 1959, con gambe lunghe, vita sottile e capelli lunghi e biondi. Un canone irraggiungibile per le bambine: secondo uno studio dell’università del South Australia c’era una possibilità su 100mila che una donna possa avere le sembianze di una Barbie, motivo per cui nel tempo diverse organizzazioni si erano battute affinché il prodotto assumesse un aspetto più realistico nel quale tutte potessero rispecchiarsi. Mattel ha assicurato di aver lavorato a stretto contatto con la National Down Syndrome Society (NDSS) americana per assicurarsi che la bambola rappresentasse fedelmente una persona con la sindrome di Down.

“Questo significa molto per la nostra comunità, che per la prima volta può giocare con una bambola Barbie che le somiglia”, ha dichiarato la presidente dell’associazione, Kandi Pickard. La bambola indossa anche una collana che rappresenta le tre punte del 21esimo cromosoma, che causa la sindrome. “In quanto brand di bambole con il maggior numero di rappresentazioni di diversità sul mercato, Barbie svolge un ruolo importante nelle prime esperienze di ogni bambino e bambina e per questo ci impegniamo a fare la nostra parte per contrastare lo stigma sociale attraverso il gioco”, ha affermato Lisa McKnight, Executive Vice President e Global Head di Barbie & Dolls di Mattel.

Ambassador del lancio in Italia sono Luca Trapanese e sua figlia Alba, una bimba con sindrome di Down adottata nel 2018. L’uomo ha fondato “A ruota Libera Onlus” e da molti anni porta avanti una serie di progetti legati alle disabilità. Sul suo profilo Instagram ha commentato: “Oggi è un giorno speciale per Alba e per i bambini come lei! Barbie ha fatto un regalo incredibile per tutti, quello di realizzare una Barbie con la sindrome di Down. E’ molto importante per i bambini sentirsi accolti nel gioco e riconoscersi in esso. Alba subito si è riconosciuta nella nuova Barbie ed ha voluto giocare creando tante avventure. Sono tanti i modi che abbiamo per dare possibilità a tutti di sentirsi incluso nella vita quotidiana, per questo ringrazio Mattel per questa importante intuizione che ha un grande valore sociale”.

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