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No dell’Ue alla diffusione degli atti sulla preparazione dell’Italia alla pandemia: “Mina la sicurezza pubblica”

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Credit: Lefteris Partsalis/Xinhua

No dell’Ue alla divulgazione degli atti sulla preparazione dell’Italia alla pandemia

La Commissione Europea si oppone alla divulgazione di documenti contenenti le autovalutazioni dell’Italia sulla propria capacità di affrontare una pandemia. Lo riporta l’agenzia di stampa Agi. Secondo l’Ue la diffusione degli atti “potrebbe minare l’interesse pubblico in termini di sicurezza pubblica”. Queste le ragioni con le quali la Commissione ha negato ad un giornalista di Mediaset, Giorgio Sturlese Tosi, l’accesso alle autovalutazioni triennali che gli Stati membri sono obbligati al inoltrare al Centro di Prevenzione e Controllo delle Malattie Infettive, un’agenzia della Commissione, in base a quanto richiesto dalla Decisione 1082/2013 sulle minacce transfrontaliere.

“La divulgazione pubblica (di questi documenti, ndr), completa o parziale, potrebbe mettere a repentaglio le misure adottate dalle autorità italiane per rispondere all’emergenza sanitaria, quindi minare la protezione dell’interesse relativo alla sicurezza pubblica”, scrive la Commissione nella risposta letta dall’Agi e inviata nei giorni scorsi al cronista, che aveva richiesto i documenti lo scorso 22 febbraio.

“Il documento richiesto – si legge ancora – contiene il questionario completo che consiste in una serie di domande che riguardano i piani di preparazione e risposta, monitoraggio e valutazione a serie minacce transfrontaliere per la salute pubblica”.

In seguito alla mancata risposta al giornalista, il team dei legali dell’azione civile portata avanti dai familiari delle vittime del Covid era riuscito a entrare in possesso delle informazioni attraverso un accesso agli atti al Ministero della Salute.

“Da un report pubblico del 2015 abbiamo appreso che l’Italia insieme a un altro Paese sia stato l’unico Stato Membro dell’Unione a non mandare le autovalutazioni sullo stato della propria preparazione in caso di minacce transfrontaliere, in modo particolare le pandemie, che si sarebbero dovute mandare entro novembre 2014. La conferma avviene anche dai documenti che abbiamo richiesto al Ministero. E questo nonostante i solleciti della Commissione Europea – dichiara l’avvocato Consuelo Locati che guida il team di avvocati – Siamo entrati in possesso delle ultime autovalutazioni disponibili inoltrate dall’Italia il 7 Novembre 2017. Si dichiara all’Europa che il piano pandemico è stato aggiornato l’ultima volta nel 2009”.

Leggi anche: 1. Italia senza piano pandemico: l’inchiesta che fa tremare ministero della Salute e Oms; // 2. La bozza del nuovo piano pandemico 2021-2023: “Se risorse sono scarse scegliere chi curare prima”; // 3. Piano pandemico. “Nel 2017-18 il direttore generale della Sanità informò i ministri”

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