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Torino, il padre che ha ucciso il figlio di 11 anni e poi si è suicidato ha abbracciato il bambino mentre gli sparava

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 23 Set. 2020 alle 11:42 Aggiornato il 23 Set. 2020 alle 11:43
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Immagine di copertina

Torino, padre uccide il figlio 11enne: lo ha abbracciato mentre gli sparava

Ha caricato due proiettili nella sua pistola, ha appoggiato la canna dell’arma sul petto del figlio Andrea, di 11 anni, che dormiva nel letto accanto a lui, poi ha fatto fuoco. Subito dopo lo ha abbracciato, stringendolo con un braccio prima di suicidarsi sparandosi un colpo in testa con l’altra mano. In questo modo Claudio Baima Poma, padre di 47 anni di Rivara, in provincia di Torino, ha ucciso qualche giorno fa il suo bambino. Un gesto di vendetta nei confronti dell’ex compagna, accusata in un lungo post pubblicato su Facebook un’ora prima dell’omicidio-suicidio. I carabinieri, giunti nell’abitazione di via Beltramo, hanno trovato padre e figlio così. Abbracciati.

Poma, operaio metalmeccanico, soffriva da anni di una forma di depressione dovuta anche a una serie di problemi alla schiena che gli hanno persino fatto rischiare di perdere una gamba. Proprio in quel momento di debolezza, ha spiegato l’uomo nel suo post, la compagna che poco prima gli aveva chiesto di sposarlo si è improvvisamente allontanata. E lui ha deciso di portarle via quanto aveva di più caro, ovvero il loro bambino. “Quando abbiamo iniziato a convivere ero l’uomo più felice del mondo – ha scritto l’uomo nel suo post -, poi è arrivato Andrea, il nostro sogno. Tutto bellissimo fino a quando ho iniziato ad avere problemi di schiena e un danno permanente a una gamba e tu hai iniziato ad allontanarti. Ho rischiato di perdere l’uso delle gambe, da quel momento sono caduto in depressione. Sono stanco dentro, ho la mente distrutta. Sì sono accorti tutti che stavo male, tutti tranne te”.

Più volte Poma aveva provato a farsi aiutare da psicologi e psichiatri, ma senza successo. “Ho perso la mia battaglia – si legge ancora sull’ultimo post – e non ho più voglia di soffrire. Ho sempre fatto il mio dovere di padre, ho sempre amato Andrea e Andrea ha sempre amato il suo papà. Io e lui non potevamo stare distanti nemmeno un istante. Noi partiamo per un lungo viaggio, lontano da tutto, lontano dalla sofferenza. Andrea e il suo papà per sempre insieme. Adesso, Iris, puoi goderti la tua vita solitaria che hai sempre voluto fare”. Nella giornata di ieri, sul corpo di padre e figlio sono state eseguite le autopsie. Si attende adesso il via libera per i funerali.

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