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Milano, arrestato per femminicidio si suicida in carcere

Di Marco Nepi
Pubblicato il 25 Mar. 2019 alle 12:39 Aggiornato il 25 Mar. 2019 alle 12:41
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Immagine di copertina

Pietro Carlo Artusi, 48 anni, arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di avere soffocato dopo una lite la compagna, Roberta Priore, si è suicidato domenica sera nel Carcere di San Vittore. Lo riferiscono fonti penitenziarie spiegando che l’uomo si è impiccato con una corda rudimentale.

Roberta Priore, 53 anni, era stata trovata senza vita nel suo appartamento in zona Porta Vittoria.

>>> La cronaca del femminicidio di Milano

A ucciderla, secondo gli inquirenti, il compagno: l’avrebbe soffocata con un cuscino ritrovato accanto al cadavere della donna.

A fare la tragica scoperta, nel pomeriggio di martedì 19 marzo, la figlia 22enne della donna, preoccupata dal fatto che da diversi giorni non riusciva a mettersi in contatto con la madre.

Il compagno, originario di Pistoia ma da anni residente a Milano, ha confessato dopo un lungo interrogatorio di aver ucciso la donna conosciuta alla fine del 2018: i due erano insieme da pochi mesi.

I vicini di casa della vittima hanno riferito che negli ultimi giorni avevano udito frequenti rumori dall’appartamento e litigi tra Roberta e il compagno. Nelle scorse settimane le forze dell’ordine erano intervenute più volte per sedare le tensioni tra i due.

Roberta Priore, laureata in Filosofia, alcuni anni fa aveva subito un grave lutto familiare: la figlia di 4 anni era morta dopo una caduta accidentale dalla finestra di casa al quarto piano. La madre era uscita e la baby sitter aveva lasciato la bambina da sola per andare a buttare la spazzatura.

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