Me

Allarme suicidi nelle forze dell’ordine, un militare ogni sei giorni si toglie la vita

Una strage silenziosa: 252 episodi di suicidio tra gli operatori delle forze dell’ordine in dieci anni

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 19 Set. 2019 alle 14:45 Aggiornato il 5 Ott. 2019 alle 09:46
Immagine di copertina
Un rappresentante delle Forze dell'Ordine Credit: Ansa

Emergenza suicidi nelle forze dell’ordine: ultimo caso un finanziere a Cremona

Un tragedia assurda si è consumata all’interno della caserma di Cremona: un finanziere in servizio si è ucciso con un colpo di pistola.

Martedì 17 settembre il finanziere di 43 anni, originario di Formia, ha preso la pistola d’ordinanza e si è tolto la vita. Dalle prime informazioni, l’uomo delle Fiamme Gialle avrebbe sparato un colpo all’ascella sinistra, puntando diretto al cuore.

Il suo corpo è stato trovato privo di vita in uno dei bagni della caserma, senza nessun biglietto per spiegare il gesto estremo. Il militare si chiamava Salvatore Ciccolella e ha lasciato la moglie e tre figli. Pochissimi giornali locali ne hanno dato notizia.

Si tratta dell’ennesimo suicidio tra le forze dell’ordine. Una strage silenziosa, continua, taciuta: sono già 46 i suicidi avvenuti in questi mesi del 2019. Il doppio di quelli avvenuti l’anno precedente. Basta fare un calcolo per capire che quest’anno si è ucciso un agente ogni sei giorni.

Suicidi nelle Forze dell’Ordine: i dati di una strage

“I dati nazionali sono allarmanti e riportano un numero di suicidi nelle forze dell’ordine impressionante: una vera e propria emergenza”, ha detto ai microfoni di TPI Antonella Cortese, Vice presidente dell’Osservatorio nazionale dei diritti e della salute dei militari e forze dell’ordine, che da anni si occupa di temi  inerenti lo stress tipico delle persone in divisa.

Secondo i report di Cerchio Blu, l’osservatorio nazionale suicidi delle forze dell’ordine, dal 2010 al 2018 sono stati registrati 252 episodi di suicidio tra Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Polizia Locale. L’incidenza è di 9,8 casi su 100mila appartenenti alle varie istituzioni, a fronte dei 5 casi per 100mila abitanti registrati tra la popolazione.

Numeri altissimi se si considera che la cifra media di suicidi tra la popolazione è la metà rispetto a quella del personale in divisa.

Sono soprattutto poliziotti e agenti penitenziari a togliersi la vita. Ma ci sono, a seguire, anche carabinieri e subito dopo finanzieri. Nel 54 per cento dei casi hanno un’età che va dai 45 ai 64 anni, nel 37 per cento sono tra i 25 e i 44 anni.

Quasi tutti, addirittura nell’80 per cento dei casi, scelgono di farla finita premendo il grilletto della propria arma d’ordinanza. Proprio come il poliziotto che si è suicidato nelle campagne di Vibo Valentia, solo tre giorni prima del finanziere della caserma di Cremona.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Il fenomeno è preoccupante anche a livello internazionale, come dicono dati analoghi in Francia e Spagna, ed è reso ancora più grave dalla facilità di accesso alle armi da fuoco.

Nelle forze di polizia, contrariamente a quanto avviene nel resto della popolazione, c’è una quasi totale assenza di tentati suicidi: l’arma da fuoco infatti, contrariamente ad altri mezzi, non dà scampo.

> Le mogli dei poliziotti inviati al G7 di Biarritz: “Abbiamo paura, in Francia c’è odio per i nostri mariti” (di Giulia Cerino)

Le cause dei suicidi

Secondo Antonella Cortese, “i suicidi sono un sintomo tragico di una profonda sofferenza interiore, di un disagio personale. Questi militari sono lontani dalle famiglie perché spesso non vengono promossi i ricongiungimenti, hanno problemi economici e turni estenuanti. Per questo motivo dico che c’è una carenza grave di supporto psicologico che accompagni la vita e il lavoro che tutti i giorni viene portato avanti da questi servitori dello Stato spesso lasciati soli di fronte a una qualsiasi minaccia”.

Si parla troppo poco di questi suicidi, secondo l’Osservatorio. Alcuni vengono lasciati nell’ombra, altri vengono legati con troppa fretta solo a problemi economici o problemi sentimentali.

Il Vicequestore Filippo Bertolami – Dirigente del sindacato PNFDPolizia nuova forza democratica, intervistato da TPI, traccia alcune delle motivazione che sono tutte concause dei numerosi suicidi nelle forze dell’ordine: “Dobbiamo parlare chiaro: innanzitutto c’è una devianza, una corruzione alla selezione. Come si è visto in vari casi di cronaca eclatanti, i test e le selezioni all’entrata in alcuni casi sono stati truccati, tanto che sono stati annullati o revisionati concorsi e selezioni pubbliche. I test attitudinali dovrebbero essere svolti per comprendere se una persona che dovrà portare un’arma è equilibrata o meno e non è pericolosa per se stessa o per gli altri. Quindi è un problema nella classe dirigenziale, che fa le scelte sbagliate nelle persone da far passare”.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Il dirigente del sindacato espone anche le difficoltà interne alle caserme: “In secondo luogo, c’è una carenza di vigilanza all’interno. Ci sono due fenomeni, entrambi molto seri: da una parte non c’è sensibilità nel capire se qualcuno accenna a un bisogno di aiuto. Anzi! Chi chiede aiuto viene messo all’angolo. Non gli viene fornito un supporto psicologico, viene additato come emarginato e parte l’iter delle visite e dei controlli che potrebbero creare problemi sul lavoro a quella persona”.

“Altra faccia della medaglia è – continua Bertolami – la forte disincentivazione a denunciare le situazioni illegali o che non vanno che vengono notate. Quella denuncia dall’interno che ha un importantissimo valore istituzionale. I cosiddetti poliziotti scomodi vengono fatti fuori. Vengono, diciamo, ‘riformati’, riportati nello schema. Persone che sono perfettamente in linea con la mission, con la passione per la giustizia e per il diritto civile, si ritrovano all’angolo. Immaginate una persona che ha firmato cento volte il falso e non è messa nella condizione di denunciare. Queste persone subiscono una pressione incredibile, che può portare anche al suicidio come soluzione irrimediabile”.

Un modello di supporto psicologico istituzionale

“Una proposta seria – spiega Bertolami – potrebbe essere quella di istituire dei centri d’ascolto sganciati dai corpi delle forze dell’ordine. Dei garanti pubblici. Cioè istituzionali, terzi, che non siano influenzati e non influenzino il lavoro dei militari. Soprattutto che non creino conflittualità con la classe dirigente”.

46 persone si sono tolte la vita solo nel 2019

Potrebbe sembrare un freddo elenco di numeri, ma serve per visualizzare la gravità del fenomeno del suicidio all’interno delle forze dell’ordine. Sono morti avvenute a distanza di pochi giorni l’una dall’altra, e non conta la grandezza della città o la tranquillità della quotidianità in quel territorio.

Una persona a settimana è morta. 46 persone si sono tolte la vita e lo hanno fatto proprio all’interno o nei presso del loro luogo di lavoro, la caserma. E anche questo è simbolicamente rilevante.

1. 5 gennaio San Vittore polizia penitenziaria

2. 10 gennaio Padova polizia di Stato

3. 27 gennaio Foggia polizia ferrovia

4. 4 febbraio San Vittore polizia penitenziaria

5. 6 febbraio Campobasso carabinieri

6. 5 febbraio Torino caporalmaggiore esercito

7. 17 febbraio Sanremo Valle Armenia polizia penitenziaria

8. 22 febbraio Cuneo polizia penitenziaria

9. 11 marzo Clusone (Bergamo) maresciallo carabinieri

10. 11 marzo Bergamo polizia locale

11. 20 marzo Milano (caserma Coretto) Carabiniere

12. 28 marzo Chieti polizia

13. 29 marzo Caltanissetta polizia

14. 4 aprile Firenze polizia

15. 9 aprile L’Aquila polizia

16. 27 aprile Catanzaro polizia penitenziaria

17. 28 aprile Ragusa polizia

18. 28 aprile Pisa polizia penitenziaria

19. 1 maggio Vigevano finanziere

20. 8 maggio Perugia, carabinieri forestale

21. 13 maggio Desio polizia

22. 27 maggio Gazzanise militare aeronautica

23. 5 giugno Chiaromonte (Potenza) carabinieri forestale

24. 18 giugno Milano polizia locale

25. 20 giugno Imperia carabinieri

26. 10 luglio Sardegna polizia penitenziaria

27. 30 giugno Marliana (Pistoia) carabiniere forestale

28. 6 luglio Foligno carabinieri

29. 11 luglio Bologna polizia penitenziaria

30. 17 luglio Asti carabinieri

31. 29 giugno Trieste polizia ferroviaria

32. 11 agosto Follonica carabinieri

33. 10 agosto Taranto marina militare

34. 15 agosto Palermo polizia

35. 15 agosto Pinerolo caporalmaggiore degli alpini

36. 17 agosto Brescia carabinieri

37. 20 agosto Cremona carabinieri

38. 20 agosto Settimo Torinese polizia locale

39. 3 settembre Roma polizia

40. 5 settembre Foggia carabinieri

41. 6 settembre Roma polizia

42. 14 luglio Frosinone esercito

43. 15 settembre Vibo Valentia polizia

44. 16 settembre Belluno alpini

45. 17 settembre Ancona Vigili del fuoco

46. 17 settembre Cremona Guardia di Finanza

Leggi anche:

> Non solo Stefano Cucchi, tutte le morti assurde nelle carceri italiane

> Concorso in Polizia: “Esclusi perché abbiamo più di 26 anni. Ma per i giudici abbiamo ragione noi”