Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 13:44
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Studenti chiedono di poter finire l’anno scolastico un mese prima per lavorare, il preside accetta

Immagine di copertina

Niccolò Loi e Alessio Bertolami hanno meno di 18 anni e stanno concludendo il quarto anno scolastico all’istituto Ipia-Amsicora di Olbia, in Sardegna. Hanno un desiderio: iniziare a lavorare per la stagione estiva già da metà maggio, così da racimolare un po’ di soldi in più. Per questo hanno deciso di bussare alla porta del preside Gianluca Corda: “State scherzando?”, ha detto inizialmente il dirigente scolastico.

Poi però ha voluto approfondire la questione, e ha scoperto che gli studenti hanno concluso tutto le verifiche dell’anno con ottimi risultati. Inoltre, nei mesi, hanno accumulato pochissimi giorni di assenza. Dopo aver consultato i docenti, ha dunque deciso di accordare loro un permesso speciale: potranno concludere l’anno scolastico con un mese di anticipo.

“Spesso i giovani di oggi vengono dipinti come coloro che non hanno voglia di fare niente”, ha raccontato il Preside a La Nuova Sardegna. “Ma la realtà è diversa. I nostri giovani non sono così malvagi come si crede. I due ragazzi che si sono rivolti a me hanno dimostrato una progettualità importante, pur non vendo neanche 18 anni. Naturalmente non è la regola. Le loro valutazioni sono alte e, di fatto, il loro anno si è già concluso. Inoltre, hanno fatto pochissimi giorni di assenza, mentre la normativa dice che per la validità dell’anno scolastico bisogna avere almeno il 75% delle presenze”, ha aggiunto. Il dirigente ha voluto condividere questa storia su Facebook, rendendola virale.

“È una storia che ho voluto raccontare perché spesso gli adulti paragonano i loro tempi a quelli di oggi. È retorica, perché non è sempre vero che i tempi di una volta erano per forza migliori. Esistono ragazzi in gamba che studiano tutto l’anno e che dedicano l’estate all’attività lavorativa. La loro storia mi ha piacevolmente sorpreso. I ragazzi hanno dimostrato di essere molto maturi. Chi a settembre torna a scuola dopo alcuni mesi passati al lavoro, solitamente è molto motivato. Così come accade con l’alternanza scuola-lavoro. Sono esperienze che fanno aumentare la propensione allo studio e che fanno comprendere l’importanza di ottenere titoli, certificazioni e competenze”, ha concluso.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Quei giovani in fuga dal Paese senza un domani
Cronaca / I maranza non esistono
Cronaca / Guerra ibrida, Siher, Italia in Piazza: cosa sappiamo finora dei tumulti di Milano
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Quei giovani in fuga dal Paese senza un domani
Cronaca / I maranza non esistono
Cronaca / Guerra ibrida, Siher, Italia in Piazza: cosa sappiamo finora dei tumulti di Milano
Cronaca / Anatomia di una generazione ignorata tra stress, isolamento sociale e crisi economica: ecco la mappa del malessere giovanile in Italia
Cronaca / Perché i ragazzi non ci stanno: TPI ha raccolto le voci dalla “rivolta” dei giovani
Cronaca / Kfc apre a Cortina e Madonna di Campiglio, monta la protesta: “Calpesta l’identità delle nostre montagne”
Cronaca / Sabrina Brizzola a TPI: “Non resteremo a guardare mentre distruggono il nostro futuro”
Cronaca / Lo psicoterapeuta Matteo Lancini a TPI: “La rabbia dei giovani ha a che fare con la paura di non essere visti”
Cronaca / Eni Award: la scienza, energia del futuro
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale