Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 20:52
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Home » Cronaca

“Station to Station”, la community nata dal nulla che ha raccolto oltre 200mila firme per dare la cittadinanza italiana a Patrick Zaki

Immagine di copertina

La petizione per concedere la cittadinanza italiana a Patrick Zaki ha abbondantemente superato le 200mila firme. “La società civile può avere una grande forza, molto spesso sottostimata”, spiegano gli attivisti di “Station to Station”, la community da cui l’iniziativa è partita, ben prima che arrivasse il voto favorevole del Senato.

“Station to Station” sono 7 persone che si sono conosciute tra fine 2019 e inizio 2020 durante le mobilitazioni delle Sardine in Emilia-Romagna. Il nome completo, peraltro, sarebbe “Station to Station – 2 agosto” perché anche le iniziative per commemorare la strage di Bologna hanno un ruolo in questa bella storia di partecipazione dal basso.

“Il 2 agosto scorso, viste le restrizioni dell’emergenza che tutti conosciamo, vi era l’impossibilità di portare le persone a Bologna per le manifestazioni del 40esimo anniversario della strage terroristica e quindi abbiamo ritenuto più opportuno organizzare flash mob davanti alle stazioni ferroviarie di diverse città e paesi”, spiegano dalla community.

“Le stazioni del 2 agosto, al momento apparse un punto di arrivo, si sono trasformate presto in una partenza, perché c’è un filo rosso che parte dalla strage del 2 agosto, corre per tutte le numerosi stragi e violenze di questo Paese fino ad arrivare in Egitto, a Tora, città del carcere dove Patrik Zaki è ingiustamente detenuto”.

“Se le mura di quel carcere potessero parlare racconterebbero solo storie di torture e violenza, storie che dovrebbero imbarazzare chi si riempie la bocca di diritti umani ma li lascia disattesi”, osservano gli attivisti di “Station to Station”.

“Siamo solo all’inizio, dalle istituzioni invece ci aspettiamo un atto di reale coraggio per mettere in pratica, per la prima volta, la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Uomo, per generare un precedente che rappresenti uno spartiacque con un passato pieno di ambiguità”.

“Station to Station” ha in programma alcuni eventi insieme alla Sardine. Nel frattempo ha lanciato la maglietta con il Qr code che linka direttamente alla petizione per Zaki  (si scarica gratuitamente da questo link). “Ognuno di noi può stamparla e condividere una foto con la maglia utilizzando #PatrickCittadinoItaliano. Facciamo girare Patrick per le nostre strade, Patrick Zaki è uno di noi ed è in carcere perché è un difensore dei diritti umani”.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Quirinale, Letta: “Martedì o mercoledì si arriverà a un nome condiviso da tutti”
Cronaca / Quirinale, Salvini: “Pericoloso togliere Draghi da Palazzo Chigi”
Cronaca / Green pass, da febbraio nuova scadenza: il governo valuta la proroga per chi ha fatto la terza dose
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Quirinale, Letta: “Martedì o mercoledì si arriverà a un nome condiviso da tutti”
Cronaca / Quirinale, Salvini: “Pericoloso togliere Draghi da Palazzo Chigi”
Cronaca / Green pass, da febbraio nuova scadenza: il governo valuta la proroga per chi ha fatto la terza dose
Cronaca / Quirinale, nel centrosinistra si fa largo il nome di Riccardi. Ipotesi scheda bianca al primo voto
Cronaca / Covid, oggi 138.860 casi e 227 morti: il tasso di positività al 15%
Cronaca / Intimidazione al pm che indaga che indaga sulla Fondazione Open: misterioso raid sulla sua auto
Cronaca / Strage nel bresciano: scontro tra auto e bus, morti 5 ragazzi
Cronaca / Oms: “La pandemia non finirà con Omicron”
Cronaca / Papa Francesco: "Dolore per i migranti morti in mare"
Cronaca / ESCLUSIVO TPI – “Controlli mai fatti in 25 anni”: lo scandalo dell’impianto Eni in Basilicata