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Home » Cronaca

Smart working, cosa cambia dall’1 ottobre

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Il 30 settembre scade la proroga per i lavoratori fragili nel settore pubblico e privato di svolgere la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile, ossia lo smart working.

Questo vuol dire che a partire dal 1° ottobre i lavoratori affetti dalle patologie individuate con DM 4 febbraio 2022 potranno fruire dello smart working solo facendo ricorso ad accordi di tipo individuale con il datore di lavoro, poiché viene meno la procedura semplificata vigente sino al 30 settembre 2023.

L’altra scadenza da tenere a mente è quella del 31 dicembre 2023 e riguarda due categorie di lavoratori; i dipendenti del settore privato con almeno un figlio minore di 14 anni e i soggetti a maggior rischio in caso di contagio covid, sia in relazione all’età che alla presenza di condizioni di rischio derivanti da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da commorbilità. In questi casi per ottenere la proroga dello smart working è necessaria una certificazione del medico competente, poiché si tratta di una tutela aggiuntiva che riguarda solo i lavoratori in condizioni di maggiore fragilità.

La ministra del Lavoro Marina Calderone ha spiegato oggi che la maggioranza ci sta “ragionando”, ma una decisione non è stata ancora presa. “La norma sullo smart working – ha detto a margine della presentazione per Manifesto Cisl sul lavoro – rispondeva a una logica emergenziale sulla base di dati epidemiologici che oggi ci dicono che in questo momento la situazione è differente rispetto al 2020, quando è stato introdotto questo strumento. Stiamo però facendo delle valutazioni sui fragili che saranno oggetto di scelte nei prossimi giorni”. Insomma, tutto è ancora in forse. E come sembrano suggerire le parole della ministra non è detto che dal governo arriverà il disco verde.

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