Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Chi era Simone Farinelli, il ventenne appassionato di arte morto nell’alluvione nel Bolognese

Immagine di copertina

L’ennesima alluvione abbattutasi sull’Emilia-Romagna ha fatto un’altra vittima: Simone Farinelli, 20 anni. Il giovane è morto dopo che l’auto su cui si trovava è stata travolta dalla piena del rio Laurenzano, un affluente del torrente Zena, sull’Appennino bolognese.

Farinelli era insieme al fratello Andrea, 23 anni, che invece è riuscito a salvarsi. “L’ho tenuto fino a che ho potuto, ma a un certo punto ho perso la presa. E non l’ho più sentito”, racconta Andrea al Corriere della Sera. “Forse sarebbe bastato un metro più avanti e saremmo stati salvi, ma un’onda d’acqua improvvisa è arrivata giù dalla collina. E ci ha portato via” [La testimonianza del fratello].

Nella serata di sabato 19 ottobre i due, a bordo di una Toyota Yaris, stavano tentando di raggiungere la casa del compagno della madre a Botteghino di Zocca, frazione del Comune di Pianoro. L’abitazione si trova in via Caurinzano, una strada costeggiata proprio dal Laurenzano: “in giorni normali, in questo torrentino, non scorre quasi un filo di acqua”, scrive Il Resto del Carlino.

L’auto è stata travolta dalla piena ed è stata trascinata dalla corrente giù a Pianoro. Il corpo di Simone è stato ritrovato solo domenica mattina più a valle, mentre l’auto era ancora più giù, a San Lazzaro.

Farinelli, originario di Esine, in provincia di Brescia, abitava a Ozzano, nel Bolognese, con la madre 49enne e il fratello, nato a Roma, nella casa del compagno della madre. Il padre del ragazzo è cardiologo all’ospedale di Esine.

Simone, che soffriva di disabilità uditiva, si era da poco diplomato al liceo artistico Arcangeli di Bologna ed era iscritto al primo anno dell’Accademia di Belle Arti. Nel tempo libero si dedicava al volontariato. Chi lo conosceva lo descrive come un ragazzo altruista, impegnato nel sociale e appassionato di arte.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”