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Scontrino salato a Venezia: 21 euro un cappuccino e una spremuta al tavolo per le norme anti-Covid

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 3 Giu. 2020 alle 15:10
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Immagine di copertina
Credit: Corriere della Sera

Coronavirus, scontrino salato a Venezia

Venezia finisce di nuovo nella polemica per gli scontrini salatissimi dei bar in centro. Questa volta, però, l’episodio non si è verificato in piazza San Marco, ma all’Illy Caffè dei Giardini Reali dove un uomo che lavora in zona si è visto recapitare al tavolo l’esoso conto: 21 euro per un cappuccino e una spremuta. L’uomo avrebbe voluto consumare la colazione al bancone, ma per via delle norme anti Coronavirus ha dovuto sedersi al tavolo, senza immaginare che avrebbe speso quella cifra.

Così un caffè, che al banco sarebbe costato 1,50 euro, seduto al tavolo costa 6 euro e la spremuta, invece, da 5 euro in piedi passa a 12 euro e il cappuccino passa da 3 a 9. “Se questi sono i prezzi — racconta l’uomo mostrando lo scontrino al Corriere della Sera — ci andranno solo i turisti”. “Una vergogna”, commenta il segretario del Psi di Venezia Luigi Giordani.

“Volevamo bere in piedi ma il personale ci ha invitato a sederci viste le restrizioni, nessuno però ci ha detto che i prezzi erano triplicati. Mai avremmo immaginato di pagare oltre venti euro, un furto”, conclude l’uomo.

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