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Roma Tiburtina, passeggera pugliese aggredita da autista Flixbus: “Devi cambiare posto”

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Una donna stava rientrando a Bari e aveva raggiunto la stazione degli autobus in anticipo in modo da poter scegliere un posto dove poter lavorare. “Avevo bisogno di un tavolino – racconta -, ma quando l’ho detto all’autista, lui mi ha insultata dicendo che l’autobus era suo e decideva lui dove dovevo sedermi. Mi ha apostrofato nei modi peggiori che esistano, spingendomi contro le scale per farmi salire nel piano superiore dell’autobus dove, secondo lui, avrei dovuto sedermi. Al mio rifiuto mi ha strattonata buttandomi fuori dall’autobus”.

A quel punto ne è nato l’ennesimo diverbio. “Il conducente si è avvicinato e mi ha dato uno schiaffo in faccia – ricorda ancora la donna – facendomi addirittura cadere il foulard. A quel punto sono arrivati i carabinieri che hanno verbalizzato quanto successo, ma non hanno fermato l’autista per controlli. Io sono stata portata in ospedale dal 118, dove mi sono stati riscontrati 3 giorni di prognosi per trauma cervicale ed escoriazioni al braccio”.

Ciro Ungaro, 60 anni, di origini campane, che all’epoca lavorava per l’azienda di trasporto Flixbus, è accusato di aver colpito al viso e strattonato per le braccia la donna, procurandole lesioni personali con 18 giorni di prognosi. Non bastavano le percosse, l’uomo l’ha anche cacciata spingendola con violenza fuori dal pullman.

La 50enne, in visita a Roma a dei parenti, aveva acquistato per quel giorno un regolare biglietto non numerato, e neanche nominativo, con direzione Bari. Proprio perché il ticket non era numerato, e per la necessità di dover trovare un posto con il tavolino per poter lavorare al computer, la donna era arrivata alla stazione Tiburtina in anticipo. Appena salita sul pullman a due piani, il conducente le aveva detto di recarsi sopra perché, secondo una sua personale disposizione dei posti a sedere, chi era diretto a Lecce doveva andare al piano superiore, mentre chi era diretto a Bari a quello inferiore. La donna però doveva andare nella seconda città quindi, credendo non avesse visto bene la destinazione, lo aveva fatto notare all’autista, che comunque le aveva indicato di salire su.

Da lì l’aggressione per un totale di 18 giorni di prognosi. A certificarlo la cartella clinica dell’ospedale Pertini di Roma, in cui la donna era stata portata dagli operatori del 118 dopo l’aggressione.

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