Bologna, volante polizia investe e uccide un fattorino. Riders in protesta: “Aziende e istituzioni responsabili”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 10 Giu. 2019 alle 13:00
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Rider morto Bologna consegne | “Ci diranno che si tratta di una fatalità, di un caso che non costituisce una prova. Non può essere un caso che Mario sia l’ultimo di una lunga serie (Barcellona, Parigi, Pisa, Bari) di lavoratori che perdono la vita per consegnare una pizza o un panino in un contesto di peggioramento delle condizioni lavorative. Riders Union Bologna, così come le altre realtà presenti in Italia, denuncia questa situazione di degrado e di privazione di diritti e dignità dei lavoratori e delle lavoratrici da ormai anni”.

Lo scrivono sui social gli appartenenti al gruppo Riders Union Bologna per denunciare l’ennesima tragedia che ha colpito un fattorino delle consegne a domicilio.

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L’incidente è avvenuto nella serata di domenica 9 giugno a Bologna, in via del Lavoro, all’incrocio con via Vestri. Il motorino del portapizze di nome Mario Ferrara, 51enne, ha impattato con una volante della polizia.

Per Mario non c’è stato nulla da fare. Il motorino stava percorrendo via del Lavoro provenendo da via Stalingrado, mentre l’auto della polizia sopraggiungeva dal lato opposto. Quando Ferrara ha cercato di svoltare alla propria sinistra, all’altezza appunto di via Vestri, l’auto l’ha centrato in pieno, sbalzandolo con tutto il mezzo a una trentina di metri di distanza.

Il 51enne è deceduto nella notte: lavorava per una pizzeria della zona, ed era originario di Foggia. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio della Polizia locale.

“Ieri sera a Bologna in via del Lavoro intorno alle 22.00 Mario Ferrara, lavoratore presso una pizzeria, ha avuto un grave incidente: è stato investito da una volante della Polizia mentre consegnava l’ennesimo pasto che è costato una vita. Si perché Mario è morto nella notte, lo apprendiamo dalla stampa locale.

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Allo sgomento si aggiunge la rabbia per l’ennesima morte bianca in questo settore del mondo del lavoro brutalmente derogolamentato, dove i lavoratori e le lavoratrici sono costretti a sottostare a condizioni disumane che li relegano in una condizione di crescente insicurezza e mancanza di tutele sulla propria incolumità fisica”, scrivono da Union Riders su Facebook.

“È arrivato il momento che le aziende e le istituzioni si facciano carico delle responsabilità che hanno portato all’ennesimo tragico epilogo. Lo ripetiamo da mesi: la parte datoriale deve ascoltarci e sedersi con le rappresentanze dei riders autorganizzati che chiedono i giusti riconoscimenti”.

Riders Union Bologna ha organizzato per la serata di lunedì 10 giugno un presidio di protesta per denunciare la morte del fattorino ed esprimere piena vicinanza alla famiglia.

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Proprio alcuni esponenti di Riders Union Bologna avevano spiegato quali fossero le condizioni di lavoro dei fattorini che operano per aziende come Glovo, Deliveroo, Just It o Foodora, rischiando la vita per rispettare orari stretti e cercare di raggiungere un guadagno minimo accettabile.

La norma sui rider è pronta. Sarà inserita nella legge sul salario minimo che è in discussione in questi giorni al Senato”. Lo scriveva il ministro del Lavoro Luigi Di Maio su Facebook il 28 aprile, quasi un anno dopo quel famoso incontro che avrebbe dovuto cambiare le sorti dei tanti fattorini impegnati dalle grandi piattaforme di consegna a domicilio.

Ma fino a oggi nulla è cambiato.

Sulla questione dei diritti dei riders anche il Pd ha provato a intervenire cercando di battere sul tempo i 5 Stelle. Il partito ha presentato una proposta di legge basata su 4 articoli cardine. L’obiettivo è assicurare adeguate condizioni retributive e di favorire il pieno rispetto della dignità, della salute, della sicurezza e della trasparenza nello svolgimento dell’attività lavorativa svolta mediante piattaforme digitali.

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Ma più che proposte concrete, quelle avanzate dai movimenti politici stentano a prendere le distanza da mere mosse da campagna elettorale. E mentre il governo non trova un modo per dare dignità a questi lavoratori, le condizioni peggiorano.

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