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Home » Cronaca

Ora qualcuno chieda scusa a Mimmo Lucano

Immagine di copertina
L'ex sindaco di Riace Mimmo Lucano. Credit: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Riace sentenza Tar | Ora qualcuno chieda scusa a Lucano. E a Riace. E a un modello che mentre tutto il mondo ce lo invidiava noi l’abbiamo lasciato finire nelle fauci del ministro dell’inferno che ne ha fatto vomito per la sua campagna elettorale.

Al di là delle accuse all’ex sindaco (che già in parte sono state smontate), il Tar dice che Riace è stata illegittimamente fatta fuori dal sistema Sprar dal Ministero dell’Interno e certifica, una volta per tutte, che l’irregolarità più letale l’ha compiuta proprio il vicepremier leghista che per dare un po’ di carne alle fauci del suo elettorato ha interrotto (illegittimamente, dice il Tar) i finanziamenti che invece andavano erogati alla comunità.

Qualcuno chieda scusa a un modello che è stato messo alla berlina e che invece ha trasformato un borgo ormai disabitato in un centro di persone, di talenti e di colori. Non solo il modello Riace era legittimo ma forse il ripopolamento dei borghi dimenticati sarebbe una chiave di lettura diversa dell’integrazione, se soltanto esistesse un’opposizione degna di questo nome e che abbia il coraggio di pronunciare la parola migranti senza avere introiettato il vocabolario salvinista cianciando di rimpatri, di Libia come se davvero fosse una nazione da prendere sul serio e di Guardia Costiera libica come autorità e non come ammasso di banditi qual è.

Qualcuno chieda scusa a Lucano per avere volutamente messo dentro tutto in un unico pastone: un’indagine che si chiarirà con il tempo e con i suoi tempi processuali e le vite vere di persone vere che a Riace avevano trovato un motivo per svegliarsi sorridenti alla mattina, un mestiere che faceva bene alla Calabria e al Paese, una comunità che era una lezione contro il sovranismo psicologico che attanaglia un po’ troppe persone di questi tempi.

Ora qualcuno chieda scusa a Lucano. E a Riace. E abbia il coraggio di dire che piallare quel modello è stato il modo migliore per illudersi e convincerci che non ci sia un’integrazione possibile quando in realtà in quel piccolo borgo si era dimostrato che gli uomini possono anche vivere senza essere isole, legandosi in rapporti che sono qualcosa di più del buongiorno e buonasera sul pianerottolo di casa.

Qualcuno spieghi a chi di competenza che dietro a quei giorni convulsi in cui si festeggiava l’annullamento di Riace c’erano (e ci sono ancora) persone che avevano programmato e costruito la propria vita facendosi carico di un paese, esattamente il contrario di quello che ci veniva raccontato. E leggetela la sentenza del Tar che dice chiaro e tondo “quando il ministero rileva criticità deve contestare ogni specifica violazione e dare un termine per il superamento delle stesse. E non l’ha fatto”. Il resto è propaganda. Ancora una volta. Ancora.

Tar: “Comune di Riace riammesso al programma Sprar per l’accoglienza”

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