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Reggio Calabria, sospeso primario di oncologia: “Terapie sperimentali senza autorizzazione dei pazienti”

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Reggio Calabria, sospeso primario di oncologia: “Terapie sperimentali senza autorizzazione dei pazienti”

Abuso d’ufficio, truffa e somministrazione di farmaci “guasti”. Sono i reati contestati al primario di oncologia del Grande ospedale metropolitano (Gom) di Reggio Calabria, Pierpaolo Correale, sospeso per 12 mesi dal suo incarico. Il provvedimento del giudice per le indagini preliminari, che ha accolto la richiesta della procura del capoluogo calabrese, è stata esteso anche anche al vice del reparto, Rocco Giannicola.

L’inchiesta, che vede indagate altre sette persone, è partita dalla denuncia di un dirigente che aveva rilevato anomalie sul diario clinico di un paziente. Tra il 2017 e il 2018 i due medici interdetti, avrebbero somministrato a 13 pazienti farmacie per terapie e protocolli sperimentali senza autorizzazione o per patologie diverse da quelle previste nelle linee guida e senza un adeguato consenso dei pazienti.

Secondo gli inquirenti i due, assieme alla direttrice dell’Unità operativa di farmacia della struttura, Maria Altomonte, e al responsabile dell’Unità farmaci antiblastici Antonio Nesci, avrebbero attestato nel registro Aifa, predisposto per i “farmaci innovativi”, dosaggi superiori del farmaco Nivolumab rispetto a quelli somministrati e patologie differenti da quelle reali, per ottenere a spese dell’Erario quantitativi maggiori del farmaco poi distribuito a pazienti cui non spettava la rimborsabilità. Correale e Giannicola, “realizzavano le condotte di cui sopra per al fine di divulgare i risultati delle prassi cliniche da loro portate avanti tramite pubblicazioni scientifiche, cosi’ da accrescere la loro reputazione professionale per attrarre società farmaceutiche ed organizzatori di convegni”.

Nell’ambito dell’indagine, inoltre, i carabinieri hanno riscontrato una truffa di 5mila euro ai danni della Pfizer, che avrebbe finanziato un progetto per il sostegno psicologico ai malati oncologici, di fatto mai posto in essere.

Secondo il gip Catalano, l’ex primario Correale e il suo vice Giannicola “non hanno disdegnato di trasgredire ai doveri anche di natura deontologica connessi all’esercizio della professione sanitaria e di abusare di quei poteri, certificativi, direttivi e terapeutici loro riconosciuti per finalità di ordine pubblico, da individuarsi, in tal caso, con la tutela della salute dei pazienti loro affidati e con la gestione del reparto ospedaliero”.

“Il comportamento illecito realizzato dagli indagati è connaturato alla loro indole, rivelatasi fortemente refrattaria all’osservanza della legge e della normativa regolamentare”, si legge nell’ordinanza.

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