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È morto Piero Terracina, tra gli ultimi superstiti di Aushwitz: ecco chi era

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 8 Dic. 2019 alle 11:45 Aggiornato il 8 Dic. 2019 alle 14:57
Immagine di copertina
Piero Terracina è morto a 91 anni. Credit: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Piero Terracina morto: addio a uno degli ultimi superstiti di Auschwitz

È morto a Roma a 91 anni Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti al campo di sterminio nazista di Auschwitz.  “Un baluardo della Memoria”, lo definisce la Comunità Ebraica di Roma. “Oggi piangiamo un grande uomo e il nostro dolore dovrà trasformarsi in forza di volontà per non permettere ai negazionisti di far risorgere l’odio antisemita”.

“Ora mi sento ancora più vecchia e sola”, ha commentato la senatrice a vita Liliana Segre, anche lei sopravvissuta ad Auschwitz.

Chi era Piero Terracina

Piero Terracina nasce a Roma il 12 novembre 1928 in una famiglia ebraica. Nell’autunno 1938, in seguito alla promulgazione delle leggi razziali in Italia, viene espulso dalla scuola pubblica. Sfuggito al rastrellamento nazi-fascista del 16 ottobre 1943 a Roma, viene arrestato insieme a tutta la sua famiglia il 7 aprile 1944 su segnalazione di un delatore. Circa un mese dopo i Terracina (Piero, i genitori, i due fratelli, la sorella, lo zio e il nonno) vengono deportato ad Auschwitz. Piero è l’unico della famiglia che riuscirà a sopravvivere al lager.

“Quando siamo stati liberati, pesavo 38 chili”, raccontò successivamente. “Io camminavo, ma erano tanti quelli che non si tenevano in piedi. Dopo un po’ crollai, dopo fui portato dai russi in un ospedale militare. In seguito fui portato nell’ospedale di Leopoli. Lì ripresi a piangere e presi coscienza di quello che era stato perpetrato da persone normali ai nostri danni”.

Finita la guerra, Terracina rientra in Italia dove intraprenderà la carriera di dirigente d’azienda. A partire dagli anni Ottanta partecipa a diversi eventi come testimone dell’Olocausto. Cittadino onorario di diverse città, ha ricevuto tra le altre l’onoreficenza di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

Piero Terracina morto: le reazioni della politica

“Piero Terracina ci ha lasciato. Non ho parole per descrivere il dolore che mi provoca la sua scomparsa. Lo ricordiamo sempre pronto a raccontare l’orrore di Auschwitz, sempre pronto a trasmettere ai giovani l’importanza della memoria. La testimonianza era diventata la missione di vita”, scrive su Facebook il segretario de Pd, Nicola Zingaretti. “Le sue parole  continueranno a vivere negli occhi dei tanti ragazzi che ha incontrato in questi anni. Era una persona libera anche nel denunciare omissioni e silenzi di questi anni. Il suo rigore, il suo dolore, la sua inquietudine nel vedere il ritorno di segnali pericolosi devono essere per noi spinta all’impegno”.

“Apprendo la notizia della morte di Piero Terracina con grande dolore, ma il mio cuore è pieno anche di riconoscenza per il privilegio di avere ascoltato le sue parole e la sua testimonianza”, dichiara in una nota Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. “Nonostante il male subito, Piero Terracina ha dedicato gran parte della sua vita a combattere per il bene dell’umanità e perché l’orrore non tornasse mai più. Che il suo ricordo sia di benedizione”.

“Profondo dolore per la scomparsa di Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau”, scrive su Twitter la sindaca di Roma, Virginia Raggi. “Roma si stringe ai suoi familiari e conferma l’impegno di trasmettere ai giovani la memoria dell’orrore nazifascista. Non dimenticheremo mai”.

Anche il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato la morte di Terracina. “È importante tramandare la memoria e il sacrificio di chi sopravvisse ai lager, perché questi orrori non si ripetano mai più”, ha scritto il leghista sui suoi canali social. “Pronte le mozioni della Lega, in Parlamento a Roma e a Bruxelles, per condannare ogni forma di antisemitismo e di odio contro Israele. All’Europa chiederemo inoltre di evitare ogni sanzione economica e boicottaggio nei confronti dei prodotti provenienti da Israele”.

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