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Dpcm, le regole sui ricongiungimenti: sì con i partner, no con i fidanzati. La differenza nelle Faq del Governo

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 22 Gen. 2021 alle 17:18 Aggiornato il 22 Gen. 2021 alle 17:54
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Credits: Ansa

Dpcm, le regole sui ricongiungimenti: sì con i partner, no con i fidanzati. Ecco la differenza

Nel nuovo Dpcm entrato in vigore il 16 gennaio tra le deroghe agli spostamenti si precisa che i ricongiungimenti sono concessi solo con il partner. I fidanzati, invece, sono esclusi. In molti si chiedono quale sia la differenza tra i due termini, dubbio che ricorda tanto la confusione che si scatenò nella Fase 2 della pandemia, il periodo delle riaperture di fine aprile scorso, circa le visite ai “congiunti. Un tema che sta facendo discutere e, a riguardo, il Governo ha spiegato la normativa nelle risposte alle domande più frequenti (Faq).

Partner o fidanzati? La definizione nelle Faq

Alla domanda della Faq: “Io e il mio coniuge/partner viviamo in città diverse per esigenze di lavoro (o per altri motivi). Sarà possibile per me o per lui/lei raggiungerlo/a?” la risposta è la seguente: “Sarà possibile solo se il luogo scelto per il ricongiungimento coinciderà con quello in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione”. In sostanza ci si può spostare per ricongiungersi con il partner convivente che sia sposato o meno, ma non ci si può spostare tra Regioni o comuni se il fidanzato non è convivente. Per partner quindi si intenderebbe solo il convivente e non include le coppie che non vivano insieme.

Partner o fidanzati? L’abitazione

Inoltre nelle Faq del governo viene precisato: “Nel caso in questione, il coniuge/partner potrà spostarsi per raggiungere il primo soltanto se ha la residenza o il domicilio nel Comune di destinazione o se in quel Comune c’è l’abitazione solitamente utilizzata dalla coppia”. Il problema si è posto per chi non ha la stessa residenza o domicilio del partner pur vivendo di fatto insieme, così è stato chiarito il concetto di abitazione che va intesa: “Come il luogo dove si abita di fatto, con una certa continuità e stabilità (quindi per periodi continuativi, anche se limitati, durante l’anno) o con abituale periodicità e frequenza (per esempio in alcuni giorni della settimana per motivi di lavoro, di studio o per altre esigenze). Per fare un esempio, le persone che per motivi di lavoro vivono in un luogo diverso da quello del proprio coniuge o partner, ma che si ritrovano con lui/lei con regolare frequenza e periodicità nella stessa abitazione, possono spostarsi per raggiungere tale abitazione”, come ribadito nelle Faq.

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Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

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