Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:36
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Papa Francesco bacia il tatuaggio di una sopravvissuta ai lager nazisti: “Ci siamo capiti con gli occhi”

Immagine di copertina
Credits: Vatican news

Un’immagine toccante rimarrà impressa nella memoria dei fedeli che oggi hanno accolto Papa Francesco al termine dell’Udienza Generale, quando il Pontefice ha baciato il tatuaggio di una sopravvissuta ai lager nazisti. Salutando il pubblico, Bergoglio si è fermato a scambiare qualche parola con la donna e quando lei gli ha mostrato il numero di riconoscimento tatuato sul braccio, il Papa lo ha baciato.

Come riporta il portale della comunità di Sant’Egidio, la donna si chiama Lidia Maksymowicz e venne deportata ad Auschwitz Birkenau quando non aveva ancora compiuto tre anni. Trascorse tre anni nel “blocco dei bambini” e subì diversi esperimenti medici, come l’inoculazione di virus e di soluzione salina da parte del dottor Mengele, “di cui ricorda gli stivali tirati a lucido e lo sguardo da invasato”. La storia di Lidia è raccontata dal docu-film “70072, la bambina che non sapeva odiare”, di cui è protagonista. “Ad Auschwitz – ha raccontato a Vatican news – erano imprigionati circa 200 mila bambini, solo pochissimi sono in vita oggi. Tutta la mia vita è stata segnata da questa esperienza”.

“Con il Santo Padre ci siamo capiti con gli occhi, non dovevamo dirci nulla, non c’era bisogno di parole. Dopo Giovanni Paolo II, amo Papa Francesco. Seguo le sue cerimonie tramite la tv, prego ogni giorno per lui, gli sono fedele e affezionata”, ha aggiunto. Dopo la sua permanenza nel campo di concentramento, Lidia venne accolta da una famiglia polacca di Oswiecim, a pochi metri da Auschwitz, quando l’Armata Rossa liberò il lager e per la prima volta gli abitanti della città videro i volti dei prigionieri del campo, da cui proveniva l’odore terribile del fumo che si estendeva per chilometri; fu anche la prima volta che Lidia, ancora bambina, ebbe una casa.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Garlasco, Angela Taccia e la storia d’amore con Andrea Sempio: “Siamo stati insieme tre mesi”
Cronaca / La difesa di Bossetti: “Trovate tracce di liquido seminale sui vestiti di Yara”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Garlasco, Angela Taccia e la storia d’amore con Andrea Sempio: “Siamo stati insieme tre mesi”
Cronaca / La difesa di Bossetti: “Trovate tracce di liquido seminale sui vestiti di Yara”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / Operaio morto al Colosseo, il cordoglio di Alberto Angela: “Andrea aveva l’età dei miei figli”
Cronaca / Gruppo Fs: Al via nell’estate 2027 i collegamenti Frecciarossa per Monaco di Baviera
Cronaca / Chi era Andrea Moretti, l’operaio di 22 anni morto mentre lavorava al Colosseo
Cronaca / Ventenne abusa di un dodicenne poi gli compra le patatine: “Non so perché l’ho fatto”
Cronaca / Incidente sul lavoro al Colosseo: operaio di 22 anni cade da 10 metri e muore
Cronaca / Giulia Innocenzi: “Dicono che lavoro grazie a favori sessuali? Insulti sessisti, è forma di violenza”
Cronaca / Gruppo FS: Strisciuglio a InnoTrans rafforza il dialogo ferroviario internazionale