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Ricordate le accuse a Open Arms di legami con gli scafisti? Tutto falso, lo dicono i giudici

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 23 Mag. 2019 alle 14:11 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:37
Immagine di copertina
Credit: JORGE GUERRERO / AFP

Vi ricordate di Open Arms? Vi ricordate di quella nave vergognosamente lasciata alla deriva per giorni mentre il ministro dell’inferno Salvini agitava il pugno di ferro? Ve lo ricordate Salvini mentre veniva indagato e diceva di prendere quell’indagine “come una medaglia” per il suo volere “fermare i trafficanti di uomini delle ONG”? Perfetto. Tutto falso. Tutte bufale.

Niente di niente è uscito sulle ONG e proprio ora arrivano le motivazioni dell’ordinanza di archiviazione per la Open Arms: “Nessuna prova dell’esistenza di un programma criminoso da parte dei vertici della Ong volto ad effettuare plurimi salvataggi di migranti in modo illegale per favorirne il successivo ingresso illegale in Italia”.

Così ha scritto il gip di Catania Nunzio Sarpetro dopo che la nave fu posta sotto sequestro dal procuratore Carmelo Zuccaro (un altro che sulle ONG si è lasciato andare in dichiarazione che non hanno mai trovato reale riscontro).

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Alla Open Arms venivano contestate le modalità di soccorso (le modalità di soccorso, avete letto bene, siamo nel tempo in cui si giudica come si salva una vita una na) e la decisione di avere puntato verso l’Italia.

C’è di più: il magistrato Zuccaro ha sempre dichiarato di avere le prove di contatto tra le ONG e i trafficanti di uomini (tesi su cui è costruita tutta la propaganda di Salvini e di sovranisti vari) e invece l’inchiesta si chiude con un buco nell’acqua. Nulla di fatto. Niente di niente.

Nemmeno il controllo dei telefoni cellulari di due esponenti di Open Arms hanno dato dati utili: “Tuttavia – scrivono i sostituti procuratori Fabio Regolo e Andrea Bonomo – dall’analisi non emergevano ulteriori rilevanti elementi di prova. A loro carico non sono emersi ulteriori fatti rilevanti e significativi tali da poter fare ritenere provata la loro partecipazione ad un più ampio sodalizio criminoso finalizzato ad una serie indeterminata di delitti di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

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Capite l’inganno? Per un anno si è dibattuto su qualcosa che non esisteva, per un anno si è continuato a gettare fango sulle ONG facendosi forza di un’inchiesta che nei fatti non esisteva. Un continuo, temerario schizzo di retorica e propaganda basato sul nulla. Solo che le accuse alle ONG le avete lette perfino sui manifesti elettorali mentre le motivazioni di questa sentenza, vedrete, rimarranno nascoste nel cassetto delle cose che si devono dire sottovoce, poco poco, piano piano.

Cosa rimane? Rimangono le macerie di un Paese che sopravvive (male) alle paure costruite sul nulla che agitano il voto europeo e iniettano veleno nella comunità. E ci metteremo mesi, anni a ricostruire tutto.

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