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Omicron, l’allarme dell’Oms: “Entro due mesi oltre il 50% degli europei si sarà contagiato”

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Credit: EPA/MARTIN DIVISEK

Omicron, l’allarme dell’Oms: “Entro due mesi oltre il 50% degli europei si sarà contagiato”

Oltre il 50 percento delle persone in Europa potrebbe essere contagiato dalla nuova variante omicron entro i prossimi due mesi. A lanciare l’allarme è l’ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), citando i dati dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme), l’istituto dell’Università di Washington finanziato dalla fondazione di Bill e Melinda Gates. “A questo andamento, l’Ihme prevede che oltre il 50 percento della popolazione della regione sarà infettata da Omicron nelle prossime sei-otto settimane”, ha affermato il direttore per l’Europa dell’Oms, Hans Kluge, dopo aver ricordato che nella prima settimana del 2022 in Europa sono stati riportati più di 7 milioni di nuovi casi di Covid-19, un dato più che raddoppiato rispetto a due settimane prima. Kluge ha detto che attualmente sono 26 i paesi in cui ogni settimana più dell’1 percento della popolazione contrae Covid-19.

Per i paesi in cui la variante già si sta diffondendo, Kluge ha invocato misure per proteggere la parte più vulnerabile della popolazione e ridurre le ricadute sui sistemi sanitari e i servizi essenziali. “Ciò significa dare la priorità alle persone vulnerabili per il ciclo primario e le dosi di richiamo e consigliare loro di evitare spazi chiusi e affollati, offrendo la possibilità di lavorare da remoto ove possibile fino al superamento dell’impennata dei contagi”, ha detto, consigliando di limitare il ricorso ai tamponi molecolari, nel caso di scarsa disponibilità, al personale sanitario e altre categorie a rischio o essenziali, aumentando il ricorso ai tamponi rapidi. Kluge si è anche espresso sulla decisione, presa anche dall’Italia, di ridurre o azzerare la durata della quarantena. “Qualsiasi decisione di ridurre i periodi di quarantena o isolamento raccomandati deve essere presa in combinazione con tamponi negativi e solo se considerata essenziale per preservare la continuità di servizi essenziali”, ha detto il dirigente dell’Oms. “Qualsiasi decisione in tal senso deve essere presa con un’attenta valutazione dei rischi e dei benefici di tale intervento”, ha avvisato Kluge.

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