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Migranti, la Mare Jonio soccorre un gommone alla deriva carico di bambini. Salvini firma divieto di ingresso

Tra le persone soccorse, ci sono ventisei donne di cui almeno otto incinte, ventidue bambini di meno di dieci anni e almeno altri sei minori

Di Marta Facchini
Pubblicato il 28 Ago. 2019 alle 11:06 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:21
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Immagine di copertina
Foto: Mediterranea

La nave Mare Jonio ha soccorso circa 100 migranti al largo della Libia

La nave Mare Jonio, imbarcazione di Mediterranea saving humans, questa mattina ha soccorso circa cento migranti al largo della Libia. Tra le persone salvate dal gommone in avaria, si trovano ventisei donne di cui almeno otto incinte, ventidue bambini di meno di dieci anni e almeno altri sei minori. Intanto, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha firmato il divieto di ingresso nelle acque italiane.

“Abbiamo individuato il loro gommone, sovraffollato, alla deriva e con un tubolare già sgonfio con il nostro radar, e per fortuna siamo arrivati in tempo per portare soccorso. Le persone sono tutte al sicuro a bordo con noi, ci sono casi di ipotermia e alcune di loro hanno segni evidenti dei maltrattamenti e delle torture subite in Libia. Fuggono tutte dall’inferno”, è il messaggio dell’equipaggio.

“Restiamo ora in attesa di istruzioni dal centro di coordinamento marittimo italiano, cui ci siamo riferiti mentre ancora il salvataggio era in corso, in quanto nostro MRCC di bandiera”.

nave mare jonio salvataggio gommone bambini

Il salvataggio è avvenuto all’alba, a circa 70 miglia a Nord di Misurata. I migranti (circa 98 persone provenienti da Costa D’avorio, Camerun,Gambia e Nigeria), avvistati sul radar alle prime luci del giorno, sono stati trasportati tutti a bordo del rimorchiatore dopo un’operazione durata più di due ore.

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Nel pomeriggio di mercoledì 28 agosto, intanto, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali per la Mare Jonio. Il provvedimento è stato poi inviato ai ministri Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli.

Ieri, martedì 27 agosto, una nuova tragedia si è consumata nelle acque del Mar Mediterraneo. Circa quaranta persone risultano disperse dopo un naufragio avvenuto a nove miglia al largo delle coste libiche di Khoms. Sono cinque i corpi recuperati dalla Guardia costiera libica secondo quanto ha riferito all’Agi dal portavoce l’ammiraglio Ayoub Qassem. “All’arrivo della motovedetta diverse persone erano già in acqua. Con la collaborazione di alcuni pescatori della zona, sono stati salvati 65 migranti, tra cui 2 donne e recuperati inoltre 5 corpi (3 uomini, una donna e un bambino)”, ha spiegato. il portavoce.

Nel corso delle operazioni di soccorso, circa 60 sopravvissuti sono stati portati a terra nella città costiera di Al-Khoms, cento chilometri a est di Tripoli.

In Italia il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque italiane per la nave Eleonore, della ong tedesca Lifeline che nella serata di ieri ha soccorso 101 migranti su un gommone in difficoltà al largo di al-Khoms, in Libia. Dopo il leader del Carroccio anche il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e quello delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, hanno controfirmato il divieto. Il Viminale ha parlato di “ritrovata compattezza del governo” nella complessa fase delle trattative per la formazione di un governo giallorosso.

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