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Manuel Bortuzzo, chiesti 20 anni per gli aggressori del nuotatore rimasto paralizzato dopo il tentato omicidio

La pm ha contesta la premeditazione e l'aggravante dei futili motivi

Di Laura Melissari
Pubblicato il 23 Set. 2019 alle 12:47 Aggiornato il 23 Set. 2019 alle 14:53
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Immagine di copertina

Manuel Bortuzzo, chiesti 20 anni per gli aggressori del nuotatore rimasto paralizzato

Il pm Elena Neri ha chiesto una condanna a 20 anni di reclusione per Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, accusati del tentato duplice omicidio del nuotatore Manuel Bortuzzo e della fidanzata Martina Rossi avvenuto la notte del 2 e 3 febbraio scorsi. Bortuzzo fu ferito gravemente e rimase paralizzato.

Il pm Elena Neri, nell’ambito di un processo svolto con rito abbreviato, contesta ai due anche la premeditazione e l’aggravante dei futili motivi, la detenzione e la ricettazione di arma da fuoco e la rissa. Nel procedimento il Comune di Roma si è costituito parte civile.

Durissime le parole dell’avvocato Massimo Ciardullo, legale del nuotatore. “Una sentenza severa per Manuel già c’è stata: la consulenza medica che ha sancito per lui la paralisi delle gambe. Ora attendiamo una sentenza giusta anche dal giudice. Abbiamo chiesto 10 milioni di risarcimento”.

“Marinelli e Bazzano vanno condannati a 20 anni di carcere per un tentato omicidio in cui, a nostro avviso, c’è anche la premeditazione.

Nell’ordinanza con cui il gip Costantino De Robbio convalidò l’arresto si affermava che Marinelli e Bazzano quella notta “hanno sparato per uccidere, programmando un brutale omicidio” in un vero e proprio “raid di morte covato da tempo” e “non riuscito per cause indipendenti dalla loro volontà”. Nell’atto di chiusura delle indagini la Procura ricostruisce i vari passaggi della sparatoria. “Marinelli, quale passeggero, agevolato dalla condotta di guida del Bazzano (che rallentava per consentirgli una mira migliore), ha esploso tre colpi di arma da fuoco da distanza ravvicinata, impugnando la pistola” nei confronti di Manuel e Martina “mentre si trovavano fermi sul marciapiede”. Uno dei colpi raggiunse il nuotatore “penetrandolo nella regione toracica”. Obiettivo dei due imputati, stando alla ricostruzione della Procura, era “dimostrare la propria capacità criminale, sparando sulla pubblica via colpi di arma da fuoco nei pressi del pub nei confronti di ignari passanti” dopo essere ritornati “sul luogo del delitto dal quale si erano allontanati dopo la rissa per reperire l’arma da fuoco”.

Il tentato omicidio di Manuel Bortuzzo

Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2019 Manuel e la fidanzata Martina erano appena usciti dalla festa di compleanno di un’amica e si stavano dirigendo con la loro comitiva verso un pub, nella zona dell’Axa, periferia sud della Capitale.ma lo avevano trovato chiuso a seguito di una rissa. La polizia era già lì per i rilievi, e allora i ragazzi avevano deciso di dirigersi verso un altro locale, trovando però anch’esso con le serrande abbassate. A quel punto la comitiva di amici, divisa in due diverse automobili, si era data appuntamento all’angolo con via Menandro. Poi la tragedia.

L’atleta venne centrato da un proiettile sparato da Lorenzo Marinelli mentre era a bordo di un motorino con Daniele Bazzono. Una sventagliata di almeno tre colpi fatta “come attività ritorsiva e dimostrativa dopo una rissa avvenuta presso il locale”: per rimarcare, in sostanza, il potere su quella piazza. Il proiettile raggiunse Bortuzzo, che si trovava lì per acquistare un pacchetto di sigarette, entro nella schiena causandogli la paralisi delle gambe e stroncandogli, di fatto, una carriera da protagonista nel nuoto.

Per rimuovere il proiettile che ha colpito Manuel, che secondo quanto riferito dai medici si sarebbe fermato su una vertebra, è stato necessario ricorrere a un secondo delicato intervento. Nonostante gli sforzi dei medici il ragazzo non potrà tornare a camminare.

Il ragazzo, veneto, è una giovane promessa del nuoto. Da Treviso il 19enne si è trasferito a Roma nell’autunno scorso, per allenarsi nel centro federale di Ostia. Il giovane subito dopo l’incidente era stato trasportato in ospedale in codice rosso.

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