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Home » Cronaca

La battaglia tra i giudici di pace e lo Stato va avanti: nuova udienza alla Corte di Giustizia europea

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La Corte di Giustizia europea ha fissato per il giorno 28 novembre la trattazione orale della causa sulla natura del rapporto di lavoro della magistratura onoraria

Magistratura onoraria vs Stato: udienza alla Corte di Giustizia europea

La battaglia tra i giudici di pace e lo Stato va avanti. TPI aveva denunciato la protesta dei giudici di pace contro la riforma Orlando che ora è a un nuovo capitolo.

I giudici di pace denunciano il fatto che l’approvazione, nel corso del Consiglio dei Ministri del 20 maggio 2019, dello schema del disegno di legge di modifica della c.d. riforma Orlando, non soddisfi alcuna delle istanze della categoria.

Dando voce al caso della giudice Cristina Piazza, avevamo raccontato come la categoria non si sentisse riconosciuta.

“Siamo considerati come dei volontari che si prodigano nella funzione pubblica. Ed è proprio un prodigarsi perché noi lavoriamo a tempo pieno. La categoria dei magistrati interessati dalla riforma Orlando e da queste misure così dure sono: i giudici di pace, i giudici onorari di tribunale e i procuratori onorari”, spiegava Piazza.

Ora la protesta va avanti e torna sui banchi di giudizio in Europa.

La Corte di Giustizia europea, sezione 2, ha fissato per il giorno 28 novembre 2019 alle ore 9.30 la trattazione orale della causa (C – 658/18 UX) sulla natura del rapporto di lavoro della magistratura onoraria. Le Questioni pregiudiziali sono state sollevate dal giudice di pace.

I giudici di pace sostengono che la categoria sia “vessata da trent’anni di precariato ed insussistenza di tutele, non avendo con evidenza il Ministro Bonafede e poi il consiglio dei ministri recepito il chiaro ed inequivocabile input di cui al punto n. 12 del contratto di governo che prevede “la completa modifica della recente riforma Orlando”.

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