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Luca Traini, confermati 12 anni di carcere in appello perla strage razzista di Macerata

Immagine di copertina
Luca Traini Credit: Ansa

Traini condannato per strage aggravata dall’odio razziale, danneggiamento e porto abusivo d’arma

Luca Traini, confermati 12 anni di carcere in appello per il raid di Macerata

Pena confermata in appello per Luca Traini, condannato dalla Corte d’assise d’appello a 12 anni di carcere per il raid contro i migranti a Macerata del 3 febbraio 2018.

Luca Traini, 30enne di Tolentino, ferì sei persone di colore a colpi di pistola per le strade della città marchigiana, giustificandosi con la rivendicazione dell’uccisione della 18enne Pamela Mastropietro.

A Pamela, uccisa e fatta a pezzi nell’appartamento di un pusher nigeriano, Traini ha dedicato un libro. Lo ha detto oggi il legale di Traini, Giancarlo Giulianelli, in Corte d’Appello. Secondo il difensore, sta cercando un editore e intende destinare il ricavato delle vendite del libro a soddisfare le parti civili.

Luca Traini in carcere dopo i fatti di Macerata

L’imputato, già detenuto nel carcere anconetano di Montacuto, nel primo grado del processo che si sta svolgendo con rito abbreviato era stato condannato alla stessa pena.

La Corte d’assise d’appello, presieduta da Giovanni Treré, ha quindi accolto la richiesta del procura generale, guidata da Sergio Sottani, che aveva chiesto la conferma della condanna ritenendo Traini responsabile di strage aggravata dall’odio razziale, danneggiamento e porto abusivo d’arma.

La difesa, oltre alla rinnovazione della perizia psichiatrica, aveva sostenuto per lui la non configurabilità del reato di strage, l’assenza dei motivi razziali e l’applicazione delle attenuanti generiche. Il legale aveva anche sollecitato la concessione per il suo assistito degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

> Un anno dalla strage xenofoba di Macerata, Traini: “Sono pentito, la pelle non conta, in carcere si capiscono molte cose”
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