“Negra di m***a”: insulti razzisti alla figlia dell’assessore di Ostia. La rabbia della madre

La denuncia su Facebook della madre Germana Paoletti

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 16 Ago. 2019 alle 11:03 Aggiornato il 16 Ago. 2019 alle 12:03
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Immagine di copertina
Germana Paoletti, le due figlie e il marito. Credit: Facebook

Insulti razzisti alla figlia dell’assessore di Ostia

L’episodio increscioso è avvenuto a Rocca di Mezzo, un piccolo borgo abruzzese, dove la figlia dell’assessore di Ostia Germana Paoletti ha ricevuto pesanti insulti razzisti. Nel piccolo paese abruzzese, la 13enne si trova insieme alla famiglia e sta trascorrendo qualche giorno di vacanza. Mentre passeggiava per strada insieme ai genitori e alla sorella più grande, di 16 anni, anche lei adottata, la bambina di 13 anni ha ricevuto pesanti insulti razzisti.

“Negra di merda”, le è stato urlato in strada. La madre della piccola, Germana Paoletti, si è fortemente indignata per quanto accaduto e ha denunciato su Facebook l’episodio. La donna, 53 anni, è assessore del Movimento 5 Stelle del Municipio di Ostia e da sempre si spende nel sociale.

Sulla sua bacheca Facebook, il 14 agosto è comparso il post in cui la donna ha denunciato pubblicamente quanto accaduto a Rocca di Mezzo. “Ieri è successa una cosa molto grave, si è materializzata una delle paure più grandi per le mie figlie”, ha scritto Paoletti, madre adottiva di due bambine nere.

La denuncia

“Siamo a Rocca di Mezzo, ridente paesino abruzzese, che pullula di romani in vacanza, la mia figlia più piccola, di 13 anni, stava camminando, alle 18,30 di pomeriggio, per raggiungere i suoi amici, quando una macchina l’ha avvicinata, ha aperto il finestrino e quello che dovrebbe essere un uomo le ha gridato ‘NEGRA DI MERDA!’. Ora io sono sconvolta per la gratuità, per la crudeltà dell’offesa, per la paura che alle offese verbali possano seguire quelle fisiche e non mi riferisco solo alle percosse”, si legge ancora nel post.

Con rabbia, la 53enne di Ostia esprime le sue paure più grandi e mette nero su bianco i suoi pensieri: “In Italia più di 70.000 famiglie sono state fiduciose nei valori della Costituzione e in chi li dovrebbe garantire, hanno aperto i loro cuori al mondo e ora è il Paese che ci sbatte la porta in faccia, con violenza inaudita, ci ARRUSPA per questo consenso DI MERDA, di 4 sfigati che non avendo mai concluso un cazzo nella loro vita finalmente possono prendersela con qualcuno e odiare liberamente, sì che sono incazzata, molto incazzata! e sì lo sono perché si tratta di MIA FIGLIA, della mia famiglia e basta giustificazioni, basta basso profilo, BASTA!”.

Il post di Paoletti è un’arringa politica, è una denuncia che parte dall’episodio degli insulti razzisti alla sua bambina e va oltre, dipingendo una situazione ben più ampia: “Pagherà chi grida insulti dai palchi come chi grida da una macchina e se non pagherà non avrà la mia garbata replica! Avrà il vostro silenzio vigliacchi! Voi tutti che pensate che questa sia la mia battaglia e non la vostra perché non vi riguarda NEGRA, ma la merda si, quella si che vi riguarda se non avrete il coraggio di fare nulla, di dire nulla”.

Come si legge sul Messaggero, l’assessore Paoletti ha commentato ancora: “È la prima volta che mi capita una cosa del genere, tanto odio per il colore della pelle. Sta nascendo una sorta di moto di solidarietà attiva. «Il sindaco di Rocca di Mezzo, Mauro Di Ciccio si è subito interessato al caso e domani faremo una riunione  in Comune con il comandante della stazione carabinieri del paese. Sono stati invitati anche il primo cittadino di Rocca di Cambio e il sindaco di Ovindoli, che è leghista”.

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