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Insulti e minacce sui social a Liliana Segre nella Giornata della Memoria

A postare gli insulti è stato un account fittizio antisemita che si rifà al medico nazista Carl Clauberg

Di Anna Ditta
Pubblicato il 28 Gen. 2020 alle 17:02
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Immagine di copertina
La senatrice a vita Liliana Segre. Credit: Ansa

Insulti e minacce sui social a Liliana Segre nella giornata della Memoria

Nella Giornata della memoria sono stati pubblicati sui social insulti e minacce rivolti alla senatrice a vita Liliana Segre, al direttore di Repubblica Carlo Verdelli e al giornalista Paolo Berizzi. La denuncia è arrivata nella serata di ieri dalla Federazione Nazionale della Stampa italiana (Fnsi), che auspica un intervento delle autorità competenti.

Gli insulti “sono stati postati su Twitter nelle ultime ore da un account fittizio di chiara ispirazione antisemita che si rifà al medico nazista Carl Clauberg”, spiega la Fnsi, che esprime solidarietà alla senatrice e ai giornalisti. Dopo le segnalazioni degli utenti, ad oggi l’account risulta sospeso.

Nell’account Twitter Clauberg 1898 , insieme all’hastag #Giornatadella Memoria 2020 viene postata l’immagine di un forno a legna da giardino con il titolo “La casa lussuosa della Senatrice a vita ebrea Liliana Segre”.

Un altro post minacccia il direttore de La Repubblica Verdelli, ritratto in un fotomontaggio in bianco e nero con un ufficiale nazista che gli spara alla nuca. In un altro tweet il giornalista Paolo Berizzi viene definito “sciacallo ebreo”.

“In Italia se ti occupi dell’odio, l’odio ti colpisce”, ha scritto su Twitter Berizzi, pubblicando uno screeshot contenente il post di minacce. “Ma niente mi fa paura. Nemmeno questo vigliacco da tastiera che si nasconde dietro il nome di Carl Clauberg, il medico nazista che ad Auschwitz faceva esperimenti sulle donne ebree per sterilizzarle”.

“Chi attacca il direttore di Repubblica attacca ogni giornalista della nostra testata”, si legge nel comunicato della redazione. “Queste ignobili manifestazioni di odio e di antisemitismo, indirizzate anche al collega Paolo Berizzi, sono incompatibili con il lessico democratico”.

I messaggi di solidarietà

“Siamo al fianco della senatrice Liliana Segre, del direttore di Repubblica Carlo Verdelli e del giornalista Paolo Berizzi”, si legge in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti. “Non saranno delle vili minacce antisemite e razziste a fermare il loro impegno nel tenere alta l’attenzione sugli orrori della Shoah e nel ricordo delle vittime, nel raccontare i tanti, troppi, episodi di antisemitismo che purtroppo si ripetono di frequente nel Paese e che vanno isolati con la netta condanna da parte di tutte le forze politiche e di tutte le istituzioni. Dunque, vicinanza e solidarietà: chi colpisce voi colpisce tutti noi”.

“Dobbiamo dire no all’odio, all’antisemitismo e al razzismo, sempre”, ha scritto il sindaco di Milano Beppe Sala sulla sua pagina Facebook. “Solidarietà a Liliana Segre, al direttore de la Repubblica Carlo Verdelli e al giornalista Paolo Berizzi per le ignobili minacce e gli insulti”.

“Massima solidarietà alla senatrice a vita Liliana Segre, al direttore di Repubblica Carlo Verdelli e al giornalista Paolo Berizzi per i messaggi antisemiti, razzisti e minacciosi di cui sono stati vittime”, ha scritto la senatrice di LeU Loredana De Petris, Presidente del Gruppo Misto, in un post sul suo profilo Facebook. “Ci auguriamo che le Autorità competenti possano trovare il codardo che si nasconde dietro questo fittizio account twitter. Tenere sempre viva la memoria è un lavoro indispensabile e di inestimabile valore per non ripetere gli orrori del passato. Grazie alla senatrice a vita Liliana Segre per la sua ininterrotta testimonianza, soprattutto nelle scuole, del suo vissuto nel campo di sterminio di Auschwitz”.

Solidarietà anche dal senatore del Pd Luigi Zanda. “La senatrice Liliana Segre, il direttore di Repubblica Carlo Verdelli e il giornalista Paolo Berizzi sono stati destinatari, negli ultimi giorni, di messaggi minacciosi grondanti odio e antisemitismo. A loro debbono andare tutta la solidarietà e l’affetto dell’Italia democratica”.

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