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Home » Cronaca

I compagni imparano la lingua dei segni per comunicare con Margherita, non udente

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I ragazzi della terza A dell'istituto tecnico Oriani di Faenza hanno chiesto agli insegnanti di poter imparare la Lis per parlare con la loro compagna

Margherita ha 16 anni ed è non udente, per questo i suoi compagni della terza A dell’istituto tecnico Oriani di Faenza, in provincia di Ravenna, hanno chiesto ai professori di poter imparare la Lis, e poter così comunicare con la compagna.

In classe i ragazzi hanno appeso un cartellone con i simboli della Lingua italiana dei segni in modo che tutti possano darvi un’occhiata quando parlano con Margherita. A collaborare con gli alunni della terza A sono stati anche i professori, che hanno concesso almeno un’ora delle loro lezioni per l’apprendimento della Lis, mettendosi loro stessi alla prova e imparando la lingua dei segni insieme ai ragazzi.

Dieci lezioni e tutti ora riescono a comunicare meglio con la compagna. “Per noi è stato più faticoso, non è un linguaggio immediato, i ragazzi sono più veloci nell’apprendimento, si sono impegnati moltissimo. Era una situazione più grande di loro, l’hanno risolta a modo loro chiedendo le ‘parole’ per poter comunicare con Margherita”, ha riferito a Repubblica Michele Orlando, insegnante di italiano nella terza A.

È stato proprio il professor Orlando a volere che la storia di Margherita e dei suoi compagni fosse nota. Così Orlando ha deciso di “regalare una bella storia alle persone, per ribadire il significato del dono e della gratuità, valori che rischiano di essere trascurati anche a scuola quando sei sommerso di adempimenti burocratici, dalla fretta, dai programmi da rincorrere”.

“Gli studenti non li riduci a griglie di valutazioni, sanno sorprenderti. Questi ragazzi, occupandosi in questo modo della loro compagna, hanno fatto la differenza. Dovrebbe essere la norma, speriamo che almeno contagi. È comunque un obiettivo educativo enorme che abbiamo raggiunto, è stata l’occasione per trasformare gli ostacoli in un trampolino di lancio”, ha spiegato ancora il prof di italiano.

Per Margherita, l’istituto Oriani aveva avviato un progetto di inclusione che vede il supporto di un insegnante di sostegno e di un’educatrice. Quello che hanno fatto i suoi compagni di classe, però, va ben oltre.

A spiegarlo bene è il papà della ragazza: “Conta la cassa di risonanza che può avere questa storia per sensibilizzare chi si deve occupare delle persone come lei o in condizioni anche peggiori”. Quello che hanno fatto i ragazzi non è stato importante solo per la 16enne. Come spiega ancora il professore, “lei è solare, i suoi compagni sono disinvolti con lei. È servito a tutti, forse più a noi che a lei”.

 

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