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Green pass, arriva il nuovo decreto: obbligatorio per i docenti e su navi, aerei e treni. Non per studenti e autobus

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Credit: Ansa

Il Green pass sarà obbligatorio a scuola e nelle università per insegnanti e professori universitari ma non per gli studenti e in seguito sarà esteso anche ai trasporti nazionali a lunga percorrenza, ossia treni, aerei, navi e traghetti, ma non sui mezzi pubblici locali come autobus e metro. È questo l’orientamento prevalente nel Consiglio dei ministri che domani, giovedì 5 agosto 2021, licenzierà il nuovo decreto Covid.

Al vaglio anche l’estensione dell’obbligo della certificazione verde per i lavoratori dei settori della ristorazione, dello spettacolo e dell’intrattenimento, dove è già previsto l’uso del pass per clienti e frequentatori. Non sembrano previste attualmente ulteriori norme per le aziende e altri luoghi di lavoro dopo la riunione tenuta negli scorsi giorni a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi e i sindacati.

L’intenzione del Governo è dare certezze in vista del rientro dalle vacanze a settembre, approvando il nuovo provvedimento prima dell’entrata in vigore del Green pass obbligatorio, in programma venerdì 6 agosto 2021, come previsto dal Decreto legge del 22 luglio scorso.

Scuola: la priorità è il ritorno in presenza

Come ampiamente ribadito più volte dai ministri dell’Istruzione e della Salute, Patrizio Bianchi e Roberto Speranza, sulla scuola attualmente l’esecutivo ha un’unica priorità: il ritorno in classe di docenti e alunni in presenza. Un obiettivo che non dovrebbe essere raggiunto con l’imposizione dell’obbligo vaccinale, almeno per il momento.

Il Consiglio dei ministri intende infatti aspettare i dati sulla campagna vaccinale tra insegnanti e professori universitari, che le Regioni e le Province autonome dovrebbero inviare alla struttura commissariale guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo entro il 20 agosto.

Sul tema dei vaccini per il personale scolastico, secondo le ultime indiscrezioni pubblicate da Repubblica e Corriere della Sera, per ora il Governo starebbe valutando solo una forte raccomandazione, mentre ai lavoratori del settore sarà comunque imposto l’obbligo di esibire il Green pass per accedere agli istituti. Stesso discorso per le università.

La misura non dovrebbe invece essere prevista per alunni e studenti, per cui sono invece allo studio apposite campagne di promozione e comunicazione volte ad accelerare la vaccinazione, sopratutto tra i più giovani. Questi provvedimenti non dovrebbero comunque scongiurare completamente il ricorso all’ormai famosa didattica a distanza (DaD).

Il ritorno in classe non sarebbe infatti garantito nelle zone rosse e arancioni, discorso diverso per le Regioni e le Province autonome in fascia bianca o gialla. La DaD resta soltanto un’opzione nelle aree dove sono previste le maggiori restrizioni e, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe comunque essere adottata in base agli eventuali focolai segnalati a livello locale.

La didattica a distanza non dovrebbe invece mai essere applicata in zona bianca e gialla. Il Governo starebbe poi vagliando la possibilità di ricorrere alla DaD in quei territori – come Sicilia, Liguria, Sardegna e Calabria – dove il tasso di vaccinazioni tra il personale scolastico risulti ancora basso.

Le indiscrezioni circolate sulla stampa riguardano ancora solo una bozza del nuovo decreto. Il testo finale resta infatti tutto da scrivere. Per questo, ieri il ministro Bianchi si è recato a Palazzo Chigi per discutere con il premier Draghi le norme previste dal nuovo decreto e il Piano scuola, che potrebbe essere presentato oggi agli enti locali in Conferenza unificata Stato – Regioni.

Tra i principali nodi da sciogliere resta quello del trasporto pubblico locale, che con la riapertura di scuole e università potrebbe rinfocolare i contagi. Il Piano targato Bianchi affida ai dirigenti d’istituto, di concerto con le autorità locali, l’elaborazione di “un piano di spostamenti casa-scuola-casa” per il personale scolastico e gli alunni attraverso la nomina di un mobility manager, come previsto dal Decreto Sostegni bis.

Trasporti: obbligo per spostamenti a lunga percorrenza ma non sui mezzi locali

Il problema resta però confinato al numero delle corse, visto che il limite dell’80 per cento della capienza dei mezzi non può assicurare il rispetto del distanziamento su metro e autobus, dove comunque non dovrebbe essere imposto il Green pass obbligatorio.

Discorso diverso invece per i trasporti a lunga percorrenza. A partire da inizio settembre infatti il Governo sembra orientato a imporre l’obbligo del lasciapassare per salire a bordo di treni, aerei, navi e traghetti diretti verso le destinazioni nazionali, così come già previsto per i viaggiatori che si recano all’estero.

L’ulteriore estensione dell’uso del Green pass in un momento in cui quasi il 40 per cento della popolazione risulta ancora non pienamente immunizzata dal Covid spinge l’esecutivo a intervenire anche sul prezzo dei tamponi. Come annunciato negli scorsi giorni dal Commissario straordinario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, il Governo intende raggiungere un accordo con le farmacie per calmierare a 6 o 7 euro il costo dei test: prescrizione che potrebbe essere inserita nel nuovo decreto.

Insomma, il Governo sembra arrivato alla stretta finale in materia di estensione dell’obbligo del Green pass, ma resta decisiva la mediazione del premier Draghi in Cabina di regia e in Consiglio dei ministri – entrambi previsti domani – dove bisognerà mettere d’accordo i più riottosi all’interno della maggioranza.

La Lega in particolare, soprattutto il segretario Matteo Salvini, si è detta più volte contraria a estendere ulteriormente l’uso del certificato verde. È notizia di ieri la presentazione di quasi 1.300 emendamenti in commissione Affari sociali alla Camera sul decreto approvato dall’esecutivo a luglio, che dal 6 agosto prevede l’obbligo del Green pass per accedere a determinate attività e locali, di cui ben 916 presentati solo dal Carroccio.

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