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FS, trovati reperti archeologici durante i lavori per la nuova linea AV/AC Napoli-Bari

Immagine di copertina
Villa romana riemersa nel comune di Solopaca, in provincia di Benevento

Nel corso dei lavori per la realizzazione della nuova linea AV/AC Napoli-Bari, il Gruppo Ferrovie dello Stato ha rinvenuto alcuni importanti reperti archeologici, tra cui un villaggio dell’età del Rame in località Gaudello, un tratto di basolato dell’antica via Appia nel comune di Maddaloni e un santuario di epoca ellenistico-romana, ricco di materiale votivo, a Ponte.

I ritrovamenti sono stati presentati oggi, martedì 4 febbraio, alla stazione di Napoli Afragola. Si tratta della prima tappa di un percorso che proseguirà sul territorio nazionale, con l’obiettivo di mostrare come i cantieri delle grandi opere infrastrutturali ferroviarie possano trasformarsi in una finestra sul passato, unendo progresso e radici storiche.

Erano presenti alla presentazione il responsabile Ambiente e Territorio di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) Mariano Di Maio, il responsabile Ambiente, Architettura e Territorio di Italferr Massimo Comedini, il soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, nonché dirigente delegato per la Soprintendenza Abap per le province di Caserta e Benevento, Mariano Nuzzo e la presidente Archeolog (ente del Terzo settore) Ilaria Maggiorotti.

Statuetta maschile in terracotta di età ellenica

Tra gli altri reperti portati alla luce e presentati oggi, anche una villa romana esposta nella sua interezza riemersa nel comune di Solopaca e numerose sepolture di cultura campana con ricchi corredi funerari, oltre a monete, oggetti in terracotta e statuine in bronzo.

Attraverso un approccio proattivo e collaborativo, il Gruppo FS è costantemente impegnato nella promozione dell’archeologia preventiva per garantire che la realizzazione di nuove linee ferroviarie avvenga in modo sostenibile, senza compromettere la ricchezza storica dei territori attraversati.

Le azioni di tutela prevedono un iter di approfondimento dei contesti archeologici, con la realizzazione di studi territoriali, indagini e scavi in estensione, fino ad arrivare alla valorizzazione attraverso ricostruzioni virtuali, pubblicazioni, convegni e musealizzazioni.

RFI, Italferr e Anas fanno parte di Archeolog, Ente del Terzo settore del Gruppo che, in sinergia con le Soprintendenze del Ministero della Cultura, ha lo scopo di contribuire al restauro, alla conservazione e alla valorizzazione dei preziosi reperti archeologici venuti alla luce durante la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture stradali e ferroviarie italiane.

Villaggio dell’età del Rame in località Gaudello, frazione nel comune napoletano di Acerra

I lavori lungo la linea Napoli-Bari prevedono il potenziamento e la velocizzazione dell’itinerario tra i due capoluoghi di regione, che consentirà di integrare l’infrastruttura ferroviaria del Sud del Paese con il Core Corridor “Scandinavia – Mediterraneo”.

L’opera strategica migliorerà l’accessibilità nelle aree attraversate per servizi nazionali, per quelli di lunga percorrenza e per il servizio regionale e merci.

Al termine dei lavori, il collegamento Napoli-Bari sarà percorso in 2 ore, contro le circa 4 attuali, mentre quello fra Roma e Bari in 3 ore, con un risparmio di circa due ore rispetto ad oggi. L’opera, dal costo complessivo di oltre 6 miliardi di euro, rappresenta anche un volano per la creazione di posti di lavoro: nel progetto sono impegnate oltre 7.000 persone tra ingegneri, tecnici e operai.

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