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Firenze, ambulante arrestato e immobilizzato a terra dagli agenti della municipale: “Lasciatelo stare”. La protesta del Senegal: “Come Floyd” | VIDEO

Firenze, ambulante immobilizzato a terra dagli agenti della municipale

Arrestato e immobilizzato a terra dagli agenti della municipale: è quanto avvenuto a Firenze a un cittadino del Senegal, il cui fermo ha sollevato polemiche e indignazione sia tra i presenti che hanno assistito alla scena, che sui social dove è iniziato a circolare il video shock.

La vicenda risale allo scorso 5 aprile quando alcuni agenti della polizia municipale hanno arrestato sul Lungarno, nei pressi di Ponte Vecchio, un venditore ambulante senegalese di 25 anni.

Nel filmato si vede il giovane già a terra: un agente gli tiene un braccio stretto intorno al collo, mentre un altro, per tentare di immobilizzarlo, si siede sopra di lui.

Secondo l’autore delle riprese, che ha presentato un esposto in procura, a un certo punto l’ambulante avrebbe anche sputato sangue.

L’arresto, paragonato a quello di George Floyd, l’afroamericano soffocato dalla polizia di Minneapolis nel corso del suo fermo, ha scatenato le proteste del Senegal, che ha accusato le forze dell’ordine italiane di “trattamento inumano e razzista”.

Secondo la versione fornita dal comune, il venditore avrebbe rifiutato di farsi identificare e consegnare la sua merce ai poliziotti in borghese per poi scagliarsi sugli agenti, usciti dalla colluttazione con 3 e 5 giorni di prognosi.

Pape Demba Wagne, questo il nome del giovane senegalese, non ha né confermato né smentito la versione dei fatti: “Non voglio parlare di questa storia, quello che è successo si vede nel video. Razzismo? Non dico che è un problema di razzismo, il razzismo non mi interessa. Ma non è bello quello che mi hanno fatto”.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha dichiarato che “Sarà l’inchiesta a stabilire se sia stato o no anche un atto razzista” aggiungendo: “I nostri agenti sono impegnati ogni giorno su mille fronti nel centro storico, confido nella correttezza del loro operato”.

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