“Emanuela Orlandi è viva e sta bene”: la lettera aperta di Ali Agca

L'ex terrorista turco sostiene che la ragazza romana scomparsa nel 1983 non sia stata rapita né violentata, ma che sia stata vittima di "un intrigo internazionale per motivi religiosi politici"

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 25 Lug. 2019 alle 11:53
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Immagine di copertina
Emanuela Orlandi è misteriosamente scomparsa il 22 giugno 1983, quando aveva 15 anni

“Emanuela Orlandi è viva e sta bene”: la lettera di Ali Agca

“Emanuela Orlandi è viva e sta bene da 36 anni”. Lo scrive in una lettera aperta alla stampa internazionale Ali Agca, l’ex terrorista turco autore dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II nel maggio 1981. “Emanuela Orlandi non ha mai subito nessuna violenza. Anzi è stata trattata bene sempre”, scrive l’ex militante di estrema destra, appartenente al gruppo dei Lupi grigi.

Nel 1983, nei mesi successivi alla sparizione della Orlandi, Ali Agca fu al centro di una pista seguita dagli inquirenti, secondo cui la ragazza romana di cui si erano misteriosamente perse le tracce sarebbe stata rapita dai Lupi grigi per chiedere in cambio la scarcerazione del loro affiliato. Nel corso degli anni questa pista ha perso attendibilità [la ricostruzione del caso Orlandi].

“Emanuela Orlandi non fu mai sequestrata nel senso classico del termine”, si legge nella lettera di Agca. “Emanuela fu tuttavia una vittima di un intrigo internazionale per motivi religiosi politici collegati anche con il Terzo Segreto di Fatima”.

Il ruolo del Vaticano e della Cia

In un altro passaggio della missiva Agca fa riferimento alle presunte responsabilità del Vaticano e a un incontro avvenuto alcuni anni fa tra Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, e Papa Francesco. Il papa, scrive l’ex terrorista turco, “ha detto a Pietro Orlandi: ‘Se Emanuela si trova in cielo dobbiamo pregare per Lei’. Questa dichiarazione normalissima del Papa fu manipolata e fatto un film di menzogna intitolato ‘Verità è in cielo'”.

“Basta con menzogne e calunnie contro i morti come il prelato Marcinkus e Enrico de Pedis e altre persone innocenti”, scrive ancora Ali Agca. “Nessuna criminalità e nessuna sessualità c’entrano con il caso Emanuela Orlandi”. “Tutti invitano il Vaticano a rivelare qualche documento in suo possesso sull’intrigo internazionale Emanuela Orlandi. Invece io invito la Cia a rivelare i suoi documenti segreti sull’intrigo Emanuela Orlandi, confessando anche la responsabilità diretta della Cia su quel complesso di intrighi internazionali degli anni 1980”.

“Ci sono molte cose da dire ma per adesso devo limitare il discorso”, conclude l’ex terrorista dei Lupi grigi.

La lettera di Agca arriva mentre si attende che sabato 27 luglio riprendano in Vaticano le operazioni peritali sulle centinaia di frammenti ossei repertati in due ossari nel Campo Santo Teutonico, attigui alle due tombe di principesse tedesche aperte e ritrovate vuote l’11 luglio scorso in seguito a una segnalazione anonima sulla possibile presenza dei resti di Emanuela Orlandi.

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